Il Tirreno

Pisa

Corruzione, Gori e Maccari: «Vogliamo essere interrogati»

La richiesta al giudice del capo di gabinetto del governatore e del manager Asl Sono imputati con lo psichiatra Sbrana in una storia di presunti favori elettorali

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PISA. «Vogliamo essere interrogati». Vogliono chiarire davanti al giudice che dovrà decidere su proscioglimento o processo che loro, uno uomo di apparato e l’altro manager sanitario, non si sono messi d’accordo per favorire un medico in un incarico di reggenza dirigenziale in cambio di un aiuto in campagna elettorale.

Loro sono Ledo Gori, 61 anni, di Pontedera, capo di gabinetto del presidente della Regione, Enrico Rossi e il direttore sanitario dell’Asl Nord Ovest, Mauro Maccari, 58 anni. Ieri mattina attraverso i rispettivi legali, il professor Enrico Marzaduri e Stefano Del Corso, i due imputati per corruzione, secondo quanto contestato dal pm Flavia Alemi, hanno chiesto di essere sentiti nel corso di un’udienza dedicata a trattare solo il caso che mette insieme politica, nomine e sanità.

Ai primi di giugno i due risponderanno alle domande del pm e, in caso di necessità di approfondire, anche del giudice Donato D’Auria. Siamo in fase di udienza preliminare. Con Gori e Maccari c’è anche il dottor Alfredo Sbrana, 62 anni, di Pisa, psichiatra dell’Asl 5 e direttore della Rems di Volterra. Assistito dall’avvocato Giulia Padovani, lo psichiatra è già stato sentito più volte dal magistrato e, in questa fase, ha ritenuto di non dover aggiungere altro a quello che ha già fatto mettere a verbale nel corso delle indagini delegate dalla Procura alla Guardia di finanza. Gori e Maccari, invece, al di là di memorie scritte, non erano ancora comparsi davanti alla dottoressa Alemi.

L’ipotesi dell’accusa è che al tempo delle elezioni regionali del 31 maggio 2015 Ledo Gori abbia chiesto un aiuto elettorale a Sbrana in cambio di un bando informale cucito su misura sul curriculum del medico per assegnargli un incarico dirigenziale da facente funzioni in attesa del concorso ufficiale. In una delle telefonate agli atti i finanzieri intercettano Gori che chiede al dottor Sbrana di votare e far votare un consigliere regionale allora in carico e candidato poi non rieletto. Il sospetto della Procura, tradotto nell’indagine e ora nella volontà di processare i tre protagonisti, è che lo psichiatra sia stato avvicinato da Gori in cambio di un favore personale realizzato attraverso Maccari. Quello di dargli l’incarico di primario facente funzione dopo il pensionamento del titolare dell’unità operativa di psichiatria. Un risultato raggiunto, per la Procura, inserendo nel bando esplorativo una serie di requisiti di cui era in possesso solo Sbrana.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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