La manifestazione
«Poco personale, Inps al collasso»
Anche a Pisa il presidio di protesta organizzato su scala nazionale dall’Usb
PISA. È al suono delle sirene d’allarme della sede di Piazza Guerrazzi che l’Inps ha lanciato il suo grido di aiuto alle Istituzioni. Una situazione ormai emergenziale, denunciata dall’Usb (Unione Sindacale di Base), con un presidio volto a promuovere un percorso di risanamento dell’ente. «Un’iniziativa a livello nazionale, la nostra, – ha detto Sergio Cellesi, segretario Usb Pisa – per richiamare l’attenzione sulle gravi criticità che affliggono l’ente nazionale per la previdenza sociale. L’Inps è in pericolo, come molti settori dello Stato Sociale. Il cuore e motore della previdenza sociale pubblica nazionale ha il personale ridotto all’osso e, senza una massiccia dose di assunzioni, rischia di non riuscire più a tenere il passo con i compiti istituzionali che deve assolvere. Noi vogliamo salvarlo». «Indispensabile unire utenti e lavoratori dell’Inps – ha proseguito Cellesi –, confinato ormai a svolgere sempre maggiori compiti di natura assistenziale. L’utenza ne risente al punto tale che si sono verificati casi di aggressione agli sportelli. Una tensione comprensibile, quando c’è chi aspetta la disoccupazione e gli ammortizzatori sociali che puntualmente noi dell’istituto non facciamo in tempo a liquidare. Per questo vogliamo fare fronte comune, sensibilizzando chi si rivolge a noi sul fatto che all’interno esiste un sindacato che denuncia queste gravi problematiche, basti pensare agli ostacoli burocratici non fanno altro che Interventi legislativi come l’introduzione del calcolo contributivo non fanno che indebolirne la primaria natura previdenziale». Inconsistenti, a detta di Cellesi, «i mega-concorsi sbandierati dai media»: si tratta infatti di sole 300 assunzioni sull’intero territorio nazionale, a fronte delle 6000 entro il 2020 che servirebbero per salvare l’ente. «Oltre alle 6000 assunzioni – ha concluso Cellesi –, la USB chiede quota significativa di personale informatico per limitare il peso delle società esterne di consulenza e dei patronati; la cancellazione della Legge Fornero e la modifica del sistema di calcolo delle pensioni con il ripristino del retributivo; il ritorno all’organizzazione per processi, per superare l’attuale parcellizzazione delle competenze; la riforma della governance dell’Inps con la nomina di un consiglio d’amministrazione per limitare i poteri del presidente sugli organi di gestione: “S.O.S. Save Inps”». (c.l.)
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