Attenzione
«Niente decreto delegato, occasione persa»
«Un’altra occasione persa per migliorare la casa circondariale Don Bosco». Lo dichiara Alberto Di Martino (nella foto), garante per i diritti dei detenuti, dopo che i garanti regionali avevano...
«Un’altra occasione persa per migliorare la casa circondariale Don Bosco». Lo dichiara Alberto Di Martino (nella foto), garante per i diritti dei detenuti, dopo che i garanti regionali avevano ribadito con forza la richiesta che il governo emanasse entro marzo l’unico decreto delegato (legge 103 del 22 giugno 2017) già esaminato dalle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, dalla Conferenza Unificata delle Regioni e dal Consiglio superiore della Magistratura, concernente tra l’altro l’eliminazione di automatismi e preclusioni in materia di trattamento penitenziario ed accesso alle misure alternative, modifiche in tema di affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare, assistenza sanitaria in carcere. «Questo decreto delegato non è stato approvato e quindi tutto viene nuovamente procrastinato a data imprecisata», ribadisce Di Martino. «Aggiungo che, al di là dei dettagli tecnici - spiega Di Martino -, si tratta di provvedimenti che cercano di incivilire un’esecuzione carceraria nei fatti condotta in violazione di legge vincolanti e di parametri internazionali. Nulla di particolarmente rivoluzionario, ma sarebbe almeno un piccolo passo in avanti da compiere poi con le gambe di chi vive sul campo, dai funzionari ai volontari della società civile. Date le condizioni strutturali degli edifici, tra cui in particolare quello della casa circondariale di Pisa, la situazione è mortificante e non di rado pericolosa per gli stessi addetti della polizia penitenziaria, afflitti ad esempio dalla mancanza di strumenti tecnologici idonei, quali la sorveglianza dinamica, compatibili con la necessità che i detenuti non siano continuativamente confinati nelle celle». (c.v.)
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