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Biologi precari a Cisanello Spiraglio per la stabilizzazione

PISA. Un concorso o un percorso per equiparare gli assegni di ricerca ai contratti co.co.co. Si apre un piccolo spiraglio nella mobilitazione avviata qualche settimana fa da un gruppo di circa 40...

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PISA. Un concorso o un percorso per equiparare gli assegni di ricerca ai contratti co.co.co. Si apre un piccolo spiraglio nella mobilitazione avviata qualche settimana fa da un gruppo di circa 40 biologi precari dell’ospedale di Cisanello per rivendicare la stabilizzazione dopo decenni di precariato pur rivestendo ruoli fondamentali in ospedale per assicurare i servizi sanitari. Nei giorni scorsi, i precari sono stati ricevuti dal prorettore per l’organizzazione e le politiche del personale dell’Università di Pisa Michele Marroni e dal direttore generale dell’Ateneo Riccardo Grasso.

Le decine di ricercatori biologi del policlinico pisano, al lavoro con contratti parasubordinati firmati dall’Università di Pisa, non rientrano nel decreto Madia, che punta a stabilizzare il personale sanitario, ma non quello universitario. L’Ateneo pisano si è detto interessato ad assorbire il gruppo di precari, che però non rientra tra il personale stabilizzabile in quanto inquadrato con contratti di tipo parasubordinato. Dalla discussione è emerso che il gruppo potrebbe essere assunto a tempo indeterminato solo con l’equiparazione degli assegni di ricerca ai contratti co.co.co. anche da un punto di vista giuridico (e non solo fiscale come previsto attualmente). Per farlo è però necessario un cambio normativo su cui sta insistendo anche la Flc-Cgil che assiste il personale precario. Non rientrando in questi criteri, l’Università ha proposto di bandire un concorso per tecnici di categoria D, senza però vincoli stringenti di accesso.

L’Ateneo si è inoltre impegnato ad assumere personale dalle graduatorie attive a seconda delle richieste che arriveranno dai vari dipartimenti. Dopo il tavolo attivato con l’Università, il gruppo di ricercatori proseguirà il percorso di mobilitazione a partire dalla richiesta di attivazione di un confronto con la Regione Toscana.

Danilo Renzullo

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