Il Tirreno

Pisa

Rivolta della base: no al commissariamento

Rivolta della base: no al commissariamento

Autoconvocazione dei circoli democratici che chiedono al segretario comunale di ritirare le dimissioni

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Insorge la base del Pd di fronte allo scenario di commissariamento aperto dalla lettera del responsabile nazionale enti locali Matteo Ricci e da uno dei reggenti regionali, Matteo Biffoni. I circoli ieri si sono autoconvocati per respingere questa ipotesi e chiedere a Giovanni Viale di ritirare le dimissioni, presentate proprio dopo quella lettera. Tanto che è dovuto intervenire in città un altro dei reggenti, Marco Recati, e contro il commissariamento ha dovuto schierarsi Antonio Mazzeo, consigliere regionale.

«Comprendiamo - scrivono i circoli - le ragioni che hanno portato alle dimissioni del segretario comunale, Giovanni Viale, al quale confermiamo la nostra fiducia ed a cui chiediamo di ritirarle. Non riteniamo che sia il tempo di atti che annullino l’autonomia e la responsabilità del livello comunale, nel rispetto delle regole. Basta con i veti che non siano palesati e messi alla prova del consenso in assemblea. Riteniamo gli sforzi ed i passaggi fatti in queste ore dal partito comunale come rispondenti al mandato che l’assemblea del 26 marzo ha dato al segretario, con particolare riferimento ai passi compiuti verso la composizione di un’ampia coalizione da cui ripartire e portare a compimento». Firmato dai segretari dei circoli di Pisa Centro (Valentina Ghelardi), Leopolda (Maria Termine), Porta a Lucca (Giancarlo Vecchi), Porta a Mare-La Vettola-San Piero a Grado (Biagio Depresbiteris), Litorale (Verter Tursi), Putignano (Stefano Antonelli), Pratale (Elisa Bani), Pisanova-Cisanello (Mario Iannella), Cep-Barbaricina (Amancio Ntugu Nenga), San Marco-San Giusto (Selene Montanaro), Riglione (Daniele Carli).

Nella sua newsletter, Mazzeo provare a serrare i ranghi: «La priorità assoluta è arrivare ad una soluzione che permetta al centrosinistra di presentarsi con una coalizione larga. È una strada stretta e, certamente, i veti incrociati o le chiusure a prescindere non aiutano. Proprio per questo non è più il tempo delle forzature né tanto meno dei commissariamenti quanto piuttosto dell’ascolto delle istanze che arrivano dai nostri circoli. Il loro ruolo, con il coordinamento del segretario provinciale, è ora fondamentale perché si possa arrivare ad una proposta largamente condivisa da discutere in assemblea».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze