Sicurezza
Pd spaccato sul candidato la coalizione perde pezzi
Una parte dei democratici propone Di Gaddo, ma l’altra insiste per Laforenza In lista per Pisa e Riformisti rompono: ci hanno buttato fuori. L’incognita Serfogli
PISA. Il Pd si spacca sul nome del candidato sindaco. E la coalizione di centrosinistra si divide dopo il no dei vertici democratici alle primarie. Uno scenario da tutti contro tutti. Stracci che volano, la base che insorge. Il tutto partendo dal momento in cui, giovedì pomeriggio, l’intesa sembrava ad un passo. Andrea Serfogli fa un passo indietro, non si candida e lascia la strada aperta a Benedetta Di Gaddo, avvocatessa di 35 anni, presidente del Ctp 2. Su questo profilo iniziano a riflettere anche gli alleati (Mdp con Paolo Fontanelli, In Lista per Pisa, Riformisti, Campo progressista con Dario Danti). Ma pochi minuti prima della riunione che potrebbe portare all’accordo, ferma tutto una lettera a firma del responsabile nazionale enti locali del Pd, Matteo Ricci, e di uno dei reggenti regionali del partito, Matteo Biffoni.
«Alla luce della delicata situazione politica attuale e al fine di lavorare al meglio, l’assemblea provinciale prevista per questa sera - scrivono - va rinviata concordando una nuova data nei prossimi giorni. In vista delle elezioni amministrative è essenziale lavorare insieme nella massima serenità anche per ottenere i migliori risultati, come merita il grande impegno che da sempre contraddistingue il Partito democratico pisano».
Il segretario comunale Giovanni Viale non ci sta e si dimette. È lo stop sul nome di Benedetta Di Gaddo. Evidente che dal Pd pisano è partito un messaggio a quello nazionale. Una parte contraria all’ipotesi dell’avvocatessa. La stessa parte che insiste per la candidatura di Domenico Laforenza, 66 anni, presidente dell’area Cnr. Una soluzione che resiste, anche se ieri mattina la stessa parte (trovando in questo anche l’eventuale appoggio di Fontanelli) ha rimesso sul tavolo anche il nome di Maria Chiara Carrozza, che nel frattempo, dopo aver concluso il mandato da deputata, è tornata al suo lavoro di docente alla Scuola Sant’Anna. «Stiamo lavorando su Laforenza», fa sapere nel suo giro l’ex deputato Federico Gelli.
Un mosaico difficile da comporre, con un attento commentatore di cose politiche pisane che fa notare: «Nel Pd locale è in atto una battaglia generazionale che si svolge attorno alla candidatura a sindaco». Una chiave di lettura possibile. Il segretario provinciale Massimiliano Sonetti fa mandare una nota a firma di Giuseppe Pasqualetti, responsabile enti locali, contenente un altro invito all’unità: «È il momento di mettere da parte i personalismi e lavorare per l’unità delle forze di centrosinistra per offrire agli elettori una proposta di governo credibile della città».
Le reazioni più decise giungono dagli alleati. «Eravamo disponibili a ragionare su tutto, avevamo chiesto solo le primarie e per di più da svolgere secondo il regolamento del Pd. Ma dall’alto il Partito democratico ha fatto saltare il tavolo interrompendo ogni trattativa d’imperio, di fatto buttandoci fuori dalla coalizione», tuona Piero Torrigiani, coordinatore di In lista per Pisa, la compagine che esprime il vicesindaco Paolo Ghezzi. Il quale, da parte sua, non esclude niente, neanche una strada autonoma della sua lista. «Per me vale la stessa cosa, siamo fuori dalla coalizione: ora ognuno si muova come meglio crede», aggiunge Federico Eligi, assessore dei Riformisti. Le liste civiche confermano il giudizio positivo su Serfogli, aspettando che l’assessore compia una contromossa dopo essere stato estromesso dalla lista dei candidati. «Da parte mia un richiamo forte - dice intanto Serfogli - ai principi fondativi del Pd e tra questi le primarie, utili a ricompattare la coalizione perché solo uniti si vince». A due mesi dal voto «niente candidato sindaco e niente coalizione di centrosinistra. E le primarie? Chiusura totale su uno strumento che, invece, garantirebbe la partecipazione delle persone. Parafrasando una pubblicità: “Ti piace perdere facile?”, sceglie la strada dell’ironia Dario Danti con un post su Facebook.
Il Pd dalla sua mantiene per il momento Mdp (soprattutto con Laforenza candidato) e Civica Popolare di Giovanni Garzella. Ore di incontri e riflessioni, con la Pasqua nel mezzo. Il mosaico si muove e cambia di continuo. Per mercoledì 4 o giovedì 5 è atteso in città Matteo Ricci, l’inviato del partito nazionale per cercare di sbrogliare la matassa.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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