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Pisa

«La base pezzo cardine della nostra presenza»

«La base pezzo cardine della nostra presenza»

Il console generale degli Stati Uniti a Firenze: grazie al rapporto con le Università decine di imprese americane hanno deciso d’investire sul territorio toscano

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PISA. «Tra la Toscana e gli Stati Uniti c’è un rapporto quasi familiare e la base di Camp Darby rappresenta un pezzo cardine della presenza americana in Toscana».

Collaborazione e investimenti. La presenza di cittadini, imprese ed istituzioni statunitensi sul territorio toscano è alimentata in particolare dalla presenza di Università e centri di ricerca e dalla stretta collaborazione che hanno instaurato con le decine di imprese a stelle e strisce che nel corso degli anni hanno deciso di investire sul territorio regionale. «In Toscana vivono quasi 50.000 cittadini statunitensi. Sono presenti inoltre circa 8.000 studenti di origine americana. Ci sono decine di imprese americane che hanno deciso di investire sul territorio, grazie anche agli ottimi rapporti con le Università pisane e non solo con le quali sono state attivate molte collaborazioni e una stretta partnership per progetti di ricerca e innovazione. In questo scenario la base militare di Camp Darby rappresenta un pezzo cardine della presenza americana in Toscana. L’installazione militare è importante anche dal punto di vista economico e sociale, perché è parte integrante e contribuisce ad arricchire il tessuto locale», ha sottolinea Benjamin Wohlauer, nominato lo scorso luglio quarantaquattresimo console generale degli Stati Uniti a Firenze. Nella sua carriera diplomatica ha ricoperto anche l’incarico di direttore dell’ufficio di politica economica presso il dipartimento di Stato per gli affari dell’Estremo Oriente e Pacifico e quello di capo della sezione politico-economica del consolato americano di Milano (all’attivo ha anche varie missioni diplomatiche a Jakarta, San Pietroburgo, Rangoon e Tokio). «In questo contesto il ruolo del consolato è soprattutto quello di approfondire i legami esistenti ed attivare nuove forme di collaborazione per migliorare il rapporto, nel tempo diventato quasi familiare, che esiste tra la Toscana e gli Stati Uniti», aggiunge Wohlauer, la cui competenza si estende anche all’Emilia Romagna (ad eccezione delle province di Parma e Piacenza) e alla Repubblica di San Marino. Una presenza, quella del consolato e di diplomatici statunitensi sul territoriale regionale, che nel corso degli anni ha contribuito a stringere solidi rapporti, anche commerciali ed economici, tra la Toscana e gli Stati Uniti e che il prossimo anno taglierà il traguardo dei 200 anni. Una serie di iniziative celebreranno i due secoli di istituzione del consolato che vedranno Livorno al centro dei festeggiamenti, per la cui organizzazione si sono già svolti vari incontri tra il personale del consolato e l’assessore alla cultura del Comune labronico. (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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