Finanza
Comune condannato a risarcire
Cattiva gestione, conto di circa 2 milioni di euro a favore dell’Asbuc
VECCHIANO. Una cattiva gestione che, alla lunga, porta a rischi idrogeologici. Non c’è solo la mala gestio nella condanna della Corte d’Appello di Roma contro il Comune di Vecchiano per l’ex cava mineraria di San Frediano. Nel verdetto dei giudici ci sono anche gli effetti potenziali di un recupero mai effettuato e che nel corso degli anni ha messo in condizione il sito di trasformarsi in una fonte di pericolo per l’incolumità delle persone.
È un conto che sfiora i due milioni di euro quello presentato dalla Corte d’Appello, sezione speciale usi civici, al Comune di Vecchiano chiamato a risarcire all’amministrazione separata dei beni di uso civico il danno subito per la cattiva gestione della ex cava mineraria di San Frediano, per il periodo 1995-2005 in cui la Regione aveva affidato al Comune il luogo per metterlo in sicurezza e recuperarlo a livello ambientale.
I giudici di secondo grado hanno messo in evidenza lo stato di degrado e abbandono in cui la cava fu restituita alla collettività dopo la gestione da parte del Comune di Vecchiano. Una condizione che si è tradotta in un grave rischio di dissesto idrogeologico e di pericolo per l’incolumità pubblica visto che l’ex cava si trova a ridosso del centro abitato).
Attualmente il sito è gestito dall’Asbuc di Vecchiano, la quale, nel mese di dicembre dello scorso anno, ha presentato un progetto per la sua messa in sicurezza e il recupero ambientale, riuscendo a coinvolgere professionisti di alto spessore tra geologi e ingegneri minerari.
Il progetto è sul tavolo della amministrazione che, alla luce della sentenza, soprattutto riguardo alla pericolosità dell’ex cava, ora ha un pungolo in più per esprimersi sul piano.
L’avvocato Marco Musotto ha assistito l’Asbuc nella battaglia legale in primo e secondo grado. Spiega: «Si tratta senz’altro di una decisione che riconosce la fondatezza dell’impostazione data dall’Asbuc alla causa risarcitoria sia davanti al Commissariato agli usi civici di Roma e poi in Corte d’Appello. Sono certo che questa sentenza verrà presa nella dovuta considerazione da parte del Comune, soprattutto nella parte in cui attesta lo stato di grave dissesto idrogeologico e di rischio per l’incolumità pubblica che deriva dalla ex cava mineraria, per il quale l’Asbuc ha recentemente presentato allo stesso Comune un progetto di messa in sicurezza e recupero ambientale».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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