Sicurezza
Archiviate le accuse al tatuatore denunciato per violenza sessuale
PISA. Accusava un tatuatore pisano di averle appoggiato le parti intime sul suo piede mentre le stava facendo un disegno sulla caviglia destra. Una querela per violenza sessuale che prima la Procura...
PISA. Accusava un tatuatore pisano di averle appoggiato le parti intime sul suo piede mentre le stava facendo un disegno sulla caviglia destra. Una querela per violenza sessuale che prima la Procura e ora anche il gip hanno archiviato.
Per il giudice non ci sono elementi significativi tali da giustificare un processo a carico del professionista tra quelli sostenuti dalla 29enne, residente in Versilia, che nel febbraio 2016 si recò nel negozio pisano dell’uomo in compagnia del marito.
Disse al Tirreno la giovane: «Lo sentivo che, da dietro, strofinava il suo pene sul mio piede. Ero come bloccata. Si fermava solo quando cercavo di richiamare l'attenzione di mio marito, che era di fronte, ma non poteva vedere la scena. È stato un incubo. E ora che la mia querela contro questa persona rischia l'archiviazione non voglio arrendermi».
Al no all’archiviazione presentata dal pm Giovanni Porpora, la 29enne si era opposta con argomenti che il gip ha ritenuto «del tutto irrilevanti e superflui, poiché l’attività di indagine suppletiva richiesta, certamente non potrebbe portare a nuovi elementi di prova che consentano di effettuare una prognosi positiva circa l’esercizio dell’azione penale».
Difeso dagli avvocati Andrea Senese e Andrea Lupetti, per il tatuatore si chiude una brutta storia che lo aveva visto indagato per violenza sessuale. Il gip Pietro Murano nel firmare l’archiviazione scrive che «tanti sono gli elementi che inducono a ritenere inaffidabile la versione fornita dalla opponente». La seduta durò di tre ore e alla presenza del marito della cliente e della compagna del tatuatore. Ancora il giudice: «La contemporanea presenza dei soggetti sopra indicati induce a ritenere inverosimile un tentativo di abusare sessualmente della persona offesa. Per altro verso risulta incomprensibile la condotta silente e priva di qualsivoglia forma di reazione da parte della donna che avrebbe potuto interrompere l’azione a lei sgradita posta in essere in suo danno semplicemente allontanandosi». Dopo il primo tatuaggio alla caviglia se ne fece ritoccare un altro a una spalla. In conclusione il gip archivia perché accerta «l’assenza di qualsivoglia riscontro obiettivo delle dichiarazioni della persona offesa dal contenuto titubante e confuso».(p.b.)
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