Sicurezza
Spaccio di droga on line Negato il patteggiamento
In due andranno a processo con l’accusa di aver smerciato sul web hashish e marijuana che veniva recapitata agli acquirenti per posta
PISA. Volevano chiudere il processo patteggiando una pena di 5 anni. Il giudice dell’udienza preliminare, Giulio Cesare Cipolletta, anche se il pm, Paola Rizzo, aveva dato il suo parere positivo, si è opposto ritenendola poco congrua rispetto al reato contestato. Così l’udienza preliminare si è conclusa con un rinvio davanti ad un altro Gup in quanto i due imputati hanno chiesto di essere giudicati comunque con rito abbreviato.
A giudizio finiranno così Alessandro Fontani, 56 anni, di Pontasserchio, e David Pereira Ferreira, conosciuta anche come Kathlyn, 34 anni, transessuale brasiliana, entrambi accusati di avere preso parte, insieme ad una terza persona ancora latitante, un albanese residente a Pontedera al momento dell’ordine di arresto, mai eseguito, ad un traffico internazionale e commercializzazione di sostanze stupefacenti, soprattutto hashish e marijuana, che da Pisa veniva smistata in tutta Italia. È stata un’indagine della squadra mobile pisana a ricostruire il vasto giro di spaccio.
Nel gennaio 2016 la polizia, anche con attività sotto copertura online, era entrata nel mondo sommerso del web dando il via all’operazione conclusa poi alcuni mesi fa e che aveva trovato spunto da una segnalazione della polizia di Lecco. E gli inquirenti non avevano avuto difficoltà, navigando nel buio dell’illecito più ostentato e proibito, ad addentrarsi nei meccanismi dei pusher da tastiera impegnati nell’acquisto e cessione di hashish, cocaina, marijuana e droghe sintetiche.
La posizione di Fontani e Ferreira, dopo l’indagine iniziata nel nord Italia, era passata per competenza territoriale a Pisa e il fascicolo era stato assegnato al sostituto procuratore Paola Rizzo che ha coordinato le indagini con i colleghi di Lecco Bergamo, Forlì e Rovereto.
L’indagine ha una base solida nel novembre 2015 con l’arresto di un giovane del nord che poi ha patteggiato 5 anni e dalle cui dichiarazioni aveva avuto origine l’inchiesta.
Era quindi stato accertato che la droga contenuta in pacchi postali partiva (più di cento le consegne verificate) per lo più da un ufficio postale di Pisa e così seguendo i pacchi i poliziotti erano arrivati anche a chi li aveva spediti. La nuova data dell’udienza preliminare è stata decisa per il 5 luglio, davanti al Gup Donato D’Auria. (s.c.)
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