Gioco
Sinistra Italiana saluta Mdp «Noi per la vera discontinuità»
PISA. «In un lungo e sereno colloquio con Paolo Fontanelli e Andrea Marchetti abbiamo spiegato, come Sinistra Italiana, il confronto con il Pd e la sua coalizione, da noi peraltro seguito da vicino,...
PISA. «In un lungo e sereno colloquio con Paolo Fontanelli e Andrea Marchetti abbiamo spiegato, come Sinistra Italiana, il confronto con il Pd e la sua coalizione, da noi peraltro seguito da vicino, non avesse mostrato la piena e necessaria consapevolezza di una vera discontinuità, anche di fronte al rischio di consegnare la città al centrodestra a trazione leghista». Così in una nota Sinistra Italiana, a firma del coordinatore cittadino Mauro Stampacchia, conferma la divisione dentro Liberi e Uguali (già senza Possibile) con Mdp in vista delle amministrative. Il punto: «Senza l’ammissione di errori e gravi limiti di questa amministrazione, che hanno favorito il falso messaggio della Lega anche tra i ceti popolari, non c’è discontinuità. E il balletto di questi giorni tra tenaci resistenze (del passato), mezze aperture, rispolveramenti falsingenui di primarie (per la continuità) ha mostrato ancora la distanza tra il ceto politico cittadino di governo e la città. Noi crediamo quindi che non ci sia ulteriore spazio per una interlocuzione in questa direzione».
Tutto questo però, sottolinea SI, «non tocca il progetto nazionale condiviso di Liberi e Uguali, i cui tempi e le cui prospettive sono state illustrate da Nicola Fratoianni, per la prima volta a Pisa dopo la sua elezione». Liberi e Uguali inizia il suo percorso parlamentare «ed avvia una fase costituente a partire da campagne politiche nel Paese nelle quali sperimenta una sua propria discontinuità, un suo allargamento e il superamento di quei limiti che hanno reso il risultato elettorale insoddisfacente». A Pisa, Sinistra Italiana «continuerà a dare voce ai grandi temi programmatici nel campo dell’amministrazione locale: investimento nel sociale in grado di dare risposta all’aumento della povertà e dei bisogni, revisione del modello toscano di gestione delle partecipate, a partire da trasporti e rifiuti, garanzia di lavoro buono e sicuro negli appalti, attenzione alle periferie, in vera discontinuità con il passato. Solo così saremo utili anche a smascherare le ingannevoli proposte delle destre».
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