Sicurezza
Shopping con gli assegni scannerizzati
Due amiche sotto processo per truffa: orologi di valore pagati con cheques riprodotti al computer
PISA. Quando contattavano l’autore dell’inserzione sul sito online non si facevano problemi a garantire il pagamento con un assegno circolare non trasferibile. Un titolo di credito di massima garanzia. In teoria.
Solo che quando il venditore del bene proposto nella vetrina del web andava in banca per versare lo cheque il cassiere gli toglieva il sorriso sulle labbra: questo è un pezzo di carta che non vale niente. In senso letterale. La carta era di qualità, ma l’assegno era frutto di una scannerizzazione.
Accusate di truffa e falso materiale, due donne della provincia di Foggia, Loredana Iannantuono, 39 anni e Antonella Pepe, 34, sono finite a processo davanti al giudice Raffaella Poggi (pm onorario Vincenzo Molinaro).
Tra i testi sentiti ieri alcuni sottufficiali dei carabinieri delle stazioni di Marina di Pisa e Cascina. La tecnica era identica tra preparazione ed esecuzione del colpo. Le storie locali risalgono tra il 2013 e il 2014. Ma in aula i marescialli hanno racconto di numerose denunce collezionate dalle due “socie” in affari in tutta Italia.
Nel febbraio 2013 una residente di Marina di Pisa, ora rientrata in Belgio, suo Paese di origine, mette sul sito www.subito.it un orologio in vendita per circa 1.300 euro. Viene contattata e all’appuntamento arrivano le due imputate, stando alla querela presentata dalla truffata. Le consegnano l’assegno che risulta essere un foglietto inutile. In banca chiariscono l’origine: è stato scannerizzato. Il passaggio successivo è in caserma dai carabinieri che con il luogotenente Aniello Avigliano scoprono quante volte è stato negoziato il titolo di credito farlocco: per 46 pagamenti in tutta Italia.
Passa circa un anno e a Cascina un residente di San Giuliano Terme che aveva messo in vendita un Rolex per 1.700 euro dà l’orologio in cambio del presunto assegno circolare non trasferibile. E l’esito dell’incasso, tutt’altro che a buon fine, si trasforma nell’ennesima querela.
Curioso il modo in cui i carabinieri sono riusciti a risalire alle imputate. Dopo aver soggiornato in un residence a Calenzano, le donne con tre uomini era andate via rubando tv, piumoni e coperte. Il titolare aveva trovato nel cestino in una camera un foglietto strappato. Lo aveva ricomposto ed erano apparsi il nome e il cellulare della donna a truffata a Marina di Pisa. Era andato dai militari che, attraverso le schedine di registrazione, aveva ottenuto le foto dei clienti. Immagini poi passate ai colleghi di Marina, i quali, a loro volta, aveva fatto vedere i volti alla signora a cui era stato rifilato l’assegno farlocco. E la donna aveva riconosciuto in Pepe e Iannantuono le due acquirenti dell’orologio. Prossima udienza a dicembre.(p.b.)
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