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Pisa

Serfogli a confronto con Laforenza Gli alleati in rivolta

Serfogli a confronto con Laforenza Gli alleati in rivolta

Il Pd spinge per candidare a sindaco il presidente dell’area Cnr Le liste civiche: o scegliete l’assessore o lasciamo la coalizione

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PISA. L’indicazione nazionale e regionale è stata netta. Ovvero, spingere per l’allargamento a sinistra della coalizione. Il modello di governo è quello toscano: un presidente di Liberi e Uguali, Enrico Rossi, sostenuto dai democratici. E viceversa. Tradotto in città significa che la dirigenza Pd vuole la candidatura a sindaco di Domenico Laforenza, presidente dell’area Cnr, nome sul quale converge sicuramente il leader di Mdp, Paolo Fontanelli. Nell’assemblea comunale notturna di ieri, questo è stato il centro della discussione. In altre parole, come dare un ruolo di spicco ad Andrea Serfogli, ma facendolo tornare indietro sulla richiesta di primarie di coalizione.

Peraltro ieri mattina Laforenza e Serfogli hanno avuto il loro primo faccia a faccia, insieme al consigliere regionale Antonio Mazzeo e al segretario comunale Giovanni Viale. Il presidente del Cnr ha confermato la sua disponibilità a candidarsi, ma a patto di raccogliere il consenso di tutto il centrosinistra sul suo nome. Sicuramente, dunque, non una candidatura che passa attraverso le primarie. Ma Serfogli non molla. Dietro di sé ha una parte dei democratici, che lo sostengono e vogliono le primarie. Ma non tanti, nell’assemblea comunale, da garantirsi la maggioranza. Questo significa che l’altra parte ha i numeri se non altro per stoppare, semmai in seconda battuta, il regolamento delle primarie. Contarsi vuol dire però tirare troppo la corda. I dirigenti dem vorrebbero invece un mandato per concordare la scelta del candidato, andando poi su Laforenza.

Il Pd inoltre deve fare i conti con i possibili alleati della coalizione. «Sosteniamo Serfogli e siamo favorevoli alle primarie», dice Piero Torrigiani, coordinatore di In lista per Pisa, che aggiunge: «Il Pd sa che deve garantire un ruolo maggiore alle liste civiche, dopo il sostegno che hanno dato a questa amministrazione. Se ci cacciano dalla coalizione, siano consapevoli che ci avranno contro su tutti i livelli. Il nostro auspicio è che il Pd trovi la strada per la migliore mediazione e che si rispetti la volontà popolare». L’ipotesi di Serfogli vicesindaco agita la lista, che per quella carica avrebbe un impegno per la conferma, in caso di vittoria elettorale, di Paolo Ghezzi.

Federico Eligi (Riformisti) al solito è diretto: «Noi rientriamo nella coalizione, da cui siamo già usciti, solo se Serfogli è il candidato del centrosinistra oppure se ci sono le primarie. Peraltro sosteniamo un candidato che ha scelto il Pd, pensando che possa essere una soluzione vincente alle amministrative. L’ipotesi Laforenza? Non la prendiamo in considerazione, semmai andremo avanti per conto nostro». Non è diversa la posizione dell’ex assessore di Sel, Dario Danti: «O si svolgeranno le primarie del centrosinistra oppure non farò parte della coalizione».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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