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Pisa

l’ex deputato federico gelli 

«Felice di essere tornato nel mio posto di lavoro»

«Felice di essere tornato nel mio posto di lavoro»

PISA. Un pressing lungo alcuni mesi. La mancata ricandidatura al Parlamento. La vana attesa di un suo sì per candidarsi a sindaco di Pisa. In questi giorni Federico Gelli è tornato al suo lavoro, all’...

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PISA. Un pressing lungo alcuni mesi. La mancata ricandidatura al Parlamento. La vana attesa di un suo sì per candidarsi a sindaco di Pisa. In questi giorni Federico Gelli è tornato al suo lavoro, all’ospedale Santa Maria Nuova, a Firenze. Rimpianti, delusione, rammarico? «Ad oggi mi sento solo di dire - risponde l’ex deputato - che sono molto felice per aver ripreso il mio posto all’ospedale Santa Maria Nuova e di poter così continuare a lavorare nel settore che più mi piace, lo stesso che mi ha visto impegnato per cinque anni in Parlamento».

Gelli invece parla del momento del suo partito, il Pd, dopo la recente debacle elettorale alle politiche. «La drammatica emorragia di consensi che ha investito il Pd non può lasciarci indifferenti. Un risultato simile - spiega Gelli - ci impone una dura riflessione sul nostro operato di questi anni e, soprattutto, su quanto non è stato fatto. Da responsabile del Dipartimento sanità del partito, pur essendo rimasto fuori dalle candidature in quest’ultima tornata elettorale, ho voluto da subito metterci la faccia ed assumermi le mie responsabilità. L’esito elettorale è il frutto di un grave scollamento venutosi a creare in questi anni tra noi ed il mondo della sanità. È vero, tante cose sono state fatte in questi ultimi cinque anni: la riforma degli Ordini professionali, la legge sulla responsabilità professionale e la sicurezza delle cure, la legge sul biotestamento e ancora l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza. Tutte misure richieste ed attese da decenni dagli operatori del settore. Ma, presi dalla foga di raccontare con enfasi quanto realizzato, abbiamo dato l’erronea impressione che ormai il più fosse stato portato a termine, che il grosso dei problemi fosse ormai alle spalle e che il Servizio sanitario nazionale navigasse al sicuro in acque tranquille. E, invece, c’è ancora tanto da fare. A cominciare dal personale sul quale siamo intervenuti in maniera troppo blanda. Medici, infermieri, operatori sanitari che in questi anni hanno tenuto in piedi la sanità in condizioni difficilissime si sono sentiti trascurati e messi da parte».

Questo, secondo Gelli, «è stato il nostro errore più grande: riconoscere solo a parole il loro operato senza riuscire a valorizzare a pieno le loro professionalità e, soprattutto, senza riuscire a garantire loro condizioni lavorative migliori. Da qui la necessità di un cambio di prospettiva e di metodo. Più orizzontalità, un maggiore spazio alla comunità ed alle voci di chi in questi anni si è sentito abbandonato. Questo deve essere il momento dell’ascolto prima che della proposta. Vorrei che la comunità della sanità italiana si sentisse nuovamente protagonista del suo rilancio».

Renata Viola

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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