Il dolore
Costia resta in silenzio davanti al giudice
L’avvocato: «Non è in grado di sostenere un interrogatorio»
PISA. In silenzio. Piero Costia si è avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Giulio Cesare Cipolletta ieri mattina nel carcere Don Bosco.
In cella da giovedì, il pensionato 75enne di Oratoio è accusato di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni con l’aggravante dell’età dei ragazzini che, all’epoca dei fatti, era al di sotto dei 14 anni. Lo accusano in tre, più un quarto che non può più parlare, Nicolay Vivacqua, il 19enne che a dicembre nella fuga dopo aver appiccato il fuoco all’auto dell’arrestato, per punirlo degli abusi inflitti a lui e a un suo amico, morì contro un treno in transito a poche decine di metri dalla casa di Costia.
«Il mio cliente non è in grado a livello psicologico di sostenere un interrogatorio» spiega l’avvocato Giuseppe Mandarano che, al momento, si riserva eventuali ricorsi per ottenere misure alternative, come i domiciliari.
L’anziano è provato. L’arresto, di cui ancora Costia non comprende la gravità della portata, ha provocato uno choc al pensionato che passa più tempo nell’infermeria del Don Bosco che in cella. Viene anche tenuto sotto osservazione da un psicologo. Una precauzione necessaria per attutire l’impatto del detenuto, incensurato e di età avanzata, con il carcere. «Al momento deve metabolizzare quello che gli è successo – prosegue il difensore –. Ancora non ha percepito bene le contestazioni mosse. Fino a quando non sarà nelle condizioni di difendersi e spiegare quello che gli viene addebitato, non chiederemo misure alternative al carcere. Quando sarà il momento chiederemo di essere sentiti dal giudice. Qualunque altra iniziativa in questo momento è prematura».
Sul fronte delle indagini, la sezione della squadra mobile che si occupa dell’inchiesta, titolare il magistrato Flavia Alemi, sta lavorando sul materiale sequestrato in casa dell’ex allenatore di formazioni giovanili tra Pisa, Bientina e Pontedera. Non solo il cellulare, ma anche il computer. Sostanziosa la quantità di film hard trovati nell’abitazione di via dell’Alberello dove l’uomo, mai sposato e senza figli, vive con la sorella e il cognato. Secondo l’accusa i video servivano come “antipasto” quando il pensionato invitava a casa i ragazzini con cui poi consumava rapporti sessuali. L’alternativa era l’auto, la Ford Focus bruciata a dicembre da due giovani, Vivacqua e un albanese, ritenute vittime del 75enne quando avevano sui 12-13 anni. Fino all’ultimo Costia ha cercato e trovato i suoi bersagli minorenni. Un’intercettazione, grazie a una cimice messa nella nuova auto dell’uomo, lo prova in modo inequivocabile. Un audio agli atti che prova quanto l’arrestato, pur consapevole di essere monitorato dalla polizia dopo l’episodio della macchina in fiamme, non volesse rinunciare alla sua attività di predatore seriale. Sempre con il paravento-esca dei provini a cui sottoporre i ragazzini grazie alle sue presunte conoscenze nel mondo del calcio. Un ambiente di sicuro frequentato, come tecnico e osservatore, ma non ai livelli millantati alle sue prede.
Un comportamento che, unito al tentativo di inquinare le prove cercando i minori per non farli parlare con la polizia, ha spinto il gip a firmare l’arresto in carcere. I motivi li sintetizza il giudice: «Sussistono le esigenze cautelari di eccezionale rilevanza che giustificano la misura della custodia cautelare in carcere nei confronti del Costia, di età superiore ai 70 anni, alla luce delle già evidenziate circostante dell’attualità delle condotte illecite in anno di più minori; dell’intensità del dolo e della consapevolezza delle indagini in corso che non hanno indotto lo stesso ad astenersi da quelle frequentazioni e condotte con i minori; del concreto e attuale tentativo di indurre i minori a riferire il falso circa l’intensità e la natura dei loro rapporti e frequentazioni». Dopo le due segnalazioni, di presunti abusati, arrivate venerdì via telefono in questura, nessun altro si è fatto avanti.
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