La manifestazione
Un imprenditore: esposti ignorati
Nuove polemiche in giunta a Cascina dopo il caso dell’abuso edilizio: Ceccardi contro Logli
CASCINA. La Lega fa quadrato intorno alla sindaca Susanna Ceccardi dopo che l’assessore di Forza Italia, Gino Logli, è diventato il suo primo grande accusatore, pur facendo ancora parte (in quota a Forza Italia) della giunta di centrodestra che amministra Cascina. Logli si dice pronto a portare il dossier della tettoia-garage in giunta già nei prossimi giorni. Del resto lui non intende dimettersi, si aspetta che Ceccardi si cosparga il capo di cenere. Chi la conosce sa che non lo farà. E sulla sua pagina Facebook qualcosina già lo manda a dire, anche se Logli pare intenzionato a presentare un ricco plico in Procura. «Un bel sorriso - scrive la sindaca - lo spedisco ai vigliacchi, ai vili strateghi, a chi lavora sempre nell’ombra e mai alla luce del sole, a chi vuole sconfiggerci usando i mezzucci perché politicamente incapace. Io ho la corazza dura e gli intrighi di palazzo mi fanno un baffo. Buona domenica a tutti, in particolare alla mia squadra che mi è sempre più vicina». I cittadini si domandano come andrà a finire, l’opposizione chiede alla sindaca di fare chiarezza. E la maggioranza vive un momento di crisi.
Leggendo i giornali, non è mancato chi si è chiesto se tanta solerzia nei controlli sugli abusi edilizi, l’assessorato Logli sarà in grado di dimostrarla con tutti i cittadini. «Mi fa piacere vedere che l’assessore svolge indagini su una tettoia o su un garage abusivo - dice l’imprenditore Andrea Buzzoni -. Avrei voluto che la stessa solerzia ci fosse stata nei confronti di ben quattro esposti che ho presentato all’amministrazione comunale il 2, 7, 8 e 10 dicembre scorsi. Denunciavo un presunto abuso edilizio commesso a Cascina da una società che opera nel settore dei distributori. Il sopralluogo, e di quello che dico ho una documentazione ricca con video e foto, è stato svolto l’11 dicembre quando le opere erano state nascoste (domenica 10 dicembre sotto una pioggia battente) e ricoperte con ghiaia (anche questo passaggio è stato documentato). Parlo con cognizione di causa - ripete l’imprenditore - visto che ho documentato tutte le fasi dei lavori». La risposta qual è stata? «Il fatto più bello, si fa per dire, è avvenuto il 27 dicembre: mentre la polizia municipale stava effettuando gli accertamenti relativi ai presunti illeciti edilizi segnalati, il Comune rilasciava, l’atto è firmato dal segretario generale, un permesso a costruire per un nuovo edificio, in variante sostanziale rispetto alla prima autorizzazione. E, guarda caso, questo edificio commerciale corrisponde a quello che avevano iniziato a costruire e che era stato al centro dei quattro esposti». Si tratterebbe, da quanto spiega l’imprenditore, di un permesso a costruire rilasciato senza preventiva sanatoria. «Eppure, se non ho letto male, questo è l’iter che Logli invoca per la tettoia-garage... Non immaginate come mi sono sentito quando il 2 gennaio sono ripresi i lavori con lo “scalzamento” di una porzione dell’edificio che era stato prima ricoperto con un mucchio di ghiaia. Cosa dovrei pensare? Non siamo tutti uguali e ogni giorno che passa ce ne rendiamo conto. Ricostruita la sequenza dei fatti, ho depositato tutto alla Procura». Denuncia che, su nostra richiesta, l’imprenditore non ha avuto difficoltà a farci leggere. (s.c.)
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