Sicurezza
Serfogli: primarie per la discontinuità Il Pd: passo indietro
L’assessore rilancia la candidatura a sindaco. Ricci (enti locali): Pisa caso nazionale, si privilegi l’unità del centrosinistra
PISA. «Quale segnale di discontinuità più forte delle primarie può esistere a Pisa dove non si sono mai tenute? Semmai trovo inammissibile che si vogliano individuare candidature e soluzioni solo dentro comitati ristretti. Questi sì che sono metodi della continuità». L’assessore Andrea Serfogli fa sentire la sua voce dopo che i reggenti del Pd regionale hanno indicato la linea («Allargamento a sinistra per vincere. Le primarie? Da usare con parsimonia»). E prima dell’assemblea comunale di stasera che si preannuncia assai calda.
Ma ora su questo interviene direttamente Matteo Ricci, responsabile nazionale enti locali del Pd: «Chiedo a tutti di mettersi a disposizione - dice-, di lasciare da parte le pur legittime aspirazioni personali a favore del progetto per Pisa. Noi abbiamo assolutamente bisogno dell’unità del centrosinistra per dare un governo progressista e riformista alla città come nella sua tradizione. Confido che tutti, a cominciare da Serfogli e dagli altri, si mettano a disposizione: non possiamo permetterci divisioni. Sono convinto che nell’assemblea comunale prevarrà il buonsenso. Per il nazionale, Pisa ha un valore fondamentale. Daremo tutto il nostro sostegno perché un percorso comune del centrosinistra possa portare alla vittoria di Pisa».
Dunque, un invito a Serfogli a fare un passo indietro. Questo lo scenario: il tentativo in corso è quello di un’alleanza che si allarga a sinistra con la parte restante di Liberi e Uguali che ha come leader Paolo Fontanelli, in attesa dell’assemblea provinciale di LeU, domani, con Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana. Le condizioni? Un candidato civico (Domenico Laforenza). Ma non tutto il Pd concorda e sostiene invece la candidatura a sindaco di Serfogli, supportato da In Lista per Pisa e Riformisti. La soluzione? Primarie di coalizione, con Dario Danti già in rampa di lancio, oltre all’assessore comunale.
Il tentativo di mediazione prevede di assegnare a Serfogli il ruolo di “regista” nella scelta del sindaco e, in caso di successo alle amministrative, il compito di vicesindaco. «A me non hanno fatto proposte dirette di alcun genere - ribatte Serfogli -. Meglio così, perché penso che avrei risposto in maniera poco simpatica. Sarebbero state in ogni caso proposte irricevibili». Avanti tutta, quindi, con la richiesta delle primarie. «L’assemblea comunale, con il voto di tre quinti dei componenti, ha il potere di indicare un candidato. In assenza di tale situazione, il ricorso alle primarie mi sembra la strada più opportuna e democratica, chiamando i sostenitori del centrosinistra ad esprimersi. Nessun nome calato dall’alto, nessun caminetto, ma un coinvolgimento che parte dal basso». Il partito però chiede di allargare a sinistra e, per allargare a sinistra, la presenza di Serfogli è vista come un ostacolo per chi (come dentro LeU) invoca discontinuità rispetto all’attuale governo della città. «Le primarie mai fatte a Pisa sono un evidente elemento di discontinuità. Dal partito regionale non è venuta alcuna indicazione vincolante che impedisce all’assemblea comunale di indire le primarie. LeU al momento non fa parte della coalizione. O aderisce o non può ostinarsi a non tener conto delle indicazioni che arrivano».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
