Il Tirreno

Pisa

Abusava dei ragazzini fingendosi un ex allenatore di calcio, intercettato dalla polizia

di Pietro Barghigiani
Abusava dei ragazzini fingendosi un ex allenatore di calcio, intercettato dalla polizia

Una cimice nell’auto dell’ex falegname svela l’incontro con un minorenne: aveva capito di essere sorvegliato e contattava i minori per farli tacere

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PISA. Sapeva di essere finito nel radar della polizia per le sue frequentazioni proibite. Ma, anziché interrompere le sue incursioni nel mondo degli adolescenti vulnerabili e più deboli, li avvicinava per convincerli a non parlare con gli investigatori e cercava di muoversi con maggiore accortezza per raggiungere i suoi obiettivi da predatore seriale.

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Quella cautela che per l’accusa lo ha messo al riparo per anni da inchieste e denunce. Fino a quando, di recente, una cimice messa nell’auto non ha registrato approccio e rapporto sessuale imposto a un rom di 14 anni. A quel punto l’accelerazione delle indagini, già ricche di testimonianze e riscontri, ha creato le condizioni di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Ripetere i reati di violenza e atti sessuali su minorenni e i tentativi di inquinare le prove, sono state le esigenze che hanno indotto il sostituto procuratore Flavia Alemi a chiedere e ottenere dal gip Giulio Cesare Cipolletta l’arresto di Piero Costia, 75 anni, ex falegname, di Oratoio. Gli inquirenti, che ieri hanno ricevuto alcune telefonate di altri ragazzini pronti a parlare dopo l’appello lanciato dalla Procura, sono alla ricerca anche di un altro uomo, un complice del pensionato. Si ipotizza un vicino di casa coinvolto nelle trame di Costia per far tacere i ragazzini con cui si era incontrato per fare sesso. Il gip scrive di «una sorta di rete di mutuo soccorso tra pedofili».

L’intercettazione in auto. Dopo l’incendio della Ford Focus il 21 dicembre 2017 da parte di Nicolay Vivacqua, 19 anni, morto contro il treno nella fuga da via dell’Alberello, e di un amico albanese, entrambi secondo la Procura vittime di abusi da parte del 75enne, Costia aveva acquistato un’altra auto. E in quella macchina la squadra mobile diretta dalla dottoressa Rita Sverdigliozzi aveva messo una cimice. Un’intercettazione ambientale che si è rivelata provvidenziale nella sua crudezza. Dalla conversazione esplicita al sesso consumato nell’auto, nell’audio c’è il racconto di un abuso. Uno dei tanti, secondo la Procura, ai danni di adolescenti che, irretiti dal pensionato con l’illusione di un provino per club di serie A, finivano nella sua trappola. Millantava conoscenze nell’ambiente calcistico per averne fatto parte come allenatore in società di Pisa, ma anche di Bientina e Pontedera, sempre nei settori giovanili.

Depistaggio. Costia cancella sul proprio telefonino i numeri dei minori con i quali intratteneva rapporti. C’è poi un’intercettazione ambientale in cui l’arrestato e un’altra persona, non identificata, che «aveva ricevuto una sorta di incarico dal Costia di scrivere una lettera al computer nella quale l’indagato intende avvisare qualcuno del fatto che potrebbe essere contattato dalla polizia e “messo alle strette”. Tale soggetto, nel consegnare il testo scritto al computer, suggerisce al Costia di telefonare da un telefono pubblico e di avvisarlo senza dire nulla di specifico e di compromettente, posto che vi era la possibilità che la polizia intercettasse la posta. Queste cautele da adottare rendono evidente che Costia fosse consapevole della propria posizione in riferimento alle condotte tenute nei confronti dei minori, ai quali ha già esplicitato i propri timori di essere condotto in carcere».

I minori contattati. Per il gip Costia si comporta come uno che è qualcosa di più di un semplice indiziato. E allora briga sui minori, nordafricani e rom, con «tentativi di istruzione circa le risposte da fornire agli agenti in riferimento alla natura e alla intensità dei loro rapporti». L’assalto sessuale ai ragazzini sarebbe andato avanti fino a qualche giorno fa. Incurante di essere monitorato della polizia, il pensionato non ha cessato le sue avances, «ma ha tentato di adottare comportamenti (parimenti illeciti) di maggiore cautela e di induzione a rappresentare il falso». Ci provava di continuo, insomma, «a imporre ai minori rapporti sessuali, anche contro la loro volontà» scrive il gip nelle 178 pagine dell’ordinanza che ha spedito il pensionato al Don Bosco.

 

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