Attenzione
Condannato a risarcire quasi un milione sottratto all’Inps
Sentenza della Corte dei conti per l’ex funzionario infedele. Il sequestro di due case e tre garage diventa pignoramento
PISA. Condannato a risarcire all’Inps 950mila euro e il sequestro degli immobili (due case e tre garage) trasformato in pignoramento. È la sentenza della Corte dei conti a carico di Antonino Finocchiaro, 59 anni, di Pontasserchio, l’ex funzionario dell’istituto di previdenza che, nelle scorse settimane, è stato condannato in abbreviato a 6 anni e 8 mesi per peculato. Dopo la sentenza penale arriva ora quella della magistratura contabile. I fatti sono gli stessi. Secondo l’accusa, mai smentita dall’ex funzionario che ammise subito ogni responsabilità, era emerso che, negli anni 2015-2016, erano stati effettuati 220 pagamenti, a titolo di assegni per il nucleo familiare relativi a periodi di cassa integrazione straordinaria a favore di soggetti non aventi diritto e che, fra l'altro, non avevano avanzato alcuna istanza in merito. In tutto diciotto persone, alcune delle quali già condannate e altre sotto processo. «Da tali indagini era emerso che gli indebiti pagamenti erano stati disposti da Antonino Finocchiaro, dipendente Inps con funzioni di "operatore di sede – scrive la Corte dei conti - addetto nel periodo in questione ai pagamenti diretti della Cigs, mediante inserimento manuale, con la propria matricola e usando la password personale abilitante all'accesso alle procedure informatiche, dei dati sufficienti, per un verso, a determinare il pagamento non dovuto e, dall’altro, ad eludere i controlli sulla sussistenza effettiva del rapporto di lavoro del beneficiario, così come sulla compatibilità con il monte ore autorizzato». L’architettura della sottrazione messa in piedi da Finocchiaro prevedeva (dall’agosto 2015 alla primavera 2016) il bonifico dei fondi Inps su conti correnti o PayPal intestati anche a persone inconsapevoli, ma sui quali c’era chi aveva la possibilità di recuperare gli importi. Appena arrestato Finocchiaro confessò di aver iniziato a distrarre fondi dalle casse dell’istituto di previdenza per un debito personale di circa 20mila euro. Da lì in poi il meccanismo con cui riusciva, all’insaputa di colleghi e superiori, a trasferire i soldi lo aveva fagocitato fino al punto di far sparire, secondo l’accusa, un milione e 40mila euro nel giro di pochi mesi. Denaro che, una volta accreditato, tornava nelle tasche del funzionario con una quota dell’80-90 per cento. «Con i soldi ho comprato una casa a Boretto (Reggio Emilia), un’auto e poi gioielli e un Rolex per una donna, ho fatto viaggi, anche all’estero» fece mettere a verbale nell’interrogatorio. Corte dei conti. La Corte dei conti gli ha sequestrato e ora pignorato per la vendita all’asta la casa di Pontasserchio, quella di Boretto e tre garage. Secondo gli inquirenti «le azioni illecite sono consistite in particolare nell’aver, quale dipendente dell’ente previdenziale addetto all’inserimento dei dati relativi a trattamenti di Cassa integrazione guadagni straordinaria e corresponsioni delle relative somme spettanti ai lavoratori, effettuato operazioni di pagamenti non dovuti, con accrediti medianti conti correnti bancari o postali intestati a terzi inconsapevoli o a suoi complici, con danno patrimoniale per l’Inps per le somme erogate di cui si appropriava insieme ad altri compartecipi dell’azione illecita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
