Sicurezza
Multinazionale offre un milione e mezzo a Coltano - Video
L’ad della Intracom Telecom: «È un dovere verso Marconi». E la rinascita si avvicina
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PISA. «Lo dobbiamo a Marconi». Un dovere morale che “pesa” un milione e mezzo di euro e potrebbe scrivere la parola fine su una delle vergogne degli ultimi anni: l’abbandono della stazione radio di Coltano, orgoglio nazionale lasciato a marcire dallo Stato nelle campagne pisane. La chance di riscatto, però, non parla italiano. O almeno solo in parte. Il “dovere morale” di cancellare questa vergogna l’ha sentito, infatti, da un alto il Comune di Pisa – che sta lavorando all’acquisizione del bene, ha investito le prime migliaia di euro per la bonifica della stazione radio e d è pronto a finanziare un altro milione di euro di lavori – e dall’altro un magnate delle telecomunicazioni di origine araba a capo di una multinazionale che si occupa di sistemi di telefonia mobile e smart cities e che opera in Spagna, Italia, America latina e non solo.
Per il padre della telegrafia senza fili senza fili Mohamed Ahmed, amministratore delegato della Intracom Telecom, è pronto, come detto, a sborsare un milione e mezzo di euro per i lavori di riqualificazione della prima stazione radio d’Italia. E per dare sostanza a questo impegno ieri è “volato”a Pisa per un sopralluogo alla stazione e un incontro tecnico con il Comune di Pisa finalizzato a porre le basi per la sponsorizzazione del recupero del bene.
Perché Mohamed Ahmed si sia appassionato alla causa della stazione radio abbandonata di Coltano? Non c’è una spiegazione ufficiale: il magnate arabo non intende rilasciare interviste fino al giorno della firma dell’accordo con il quale saranno finanziati i lavori. Quello che si sa, appunto, è che dello stato di degrado dell’immobile «ha appreso dai giornali – spiega l’assessore Andrea Serfogli, che ieri lo ha incontrato – in particolare dall’appello della figlia di Marconi, Elettra, in tv. Ci ha spiegato di sentire un dovere morale nei confronti di Marconi. Oggi (ieri, ndr) abbiamo avuto questo primo confronto tecnico dopo l’incontro di alcune settimane fa in Spagna. Il percorso non è semplice e temo nelle difficoltà della burocrazia, ma stiamo lavorando per individuare la soluzione migliore». Ieri mattina con Serfogli e Mohamed Ahmed a Coltano c’erano altri rappresentanti dell’azienda Intracom-Telecom, il presidente della Proloco di Coltano Dell’Omodarme, il direttore generale del Comune Marzia Venturi, l’architetto Marco Guerrazzi.
La ristrutturazione della Stazione ha un costo complessivo di 2 milioni e mezzo (tra struttura e spazio esterno), secondo la stima del Comune. «Sono state ipotizzate due strade possibili – ha spiegato Serfogli – la sponsorizzazione da parte dell’azienda, a cui dopo segue la gara pubblica gestita dal Comune per l’affidamento del progetto e dei lavori, oppure la presentazione della proposta da parte dell’azienda a cui poi, dopo pubblicazione di manifestazione di interesse, segue l’affidamento del progetto definitivo e della realizzazione di un lotto funzionale a completamento della ristrutturazione. Ipotesi quest’ultima per cui propendiamo, per evitare, visti i tempi di espletamento delle procedure di gara, di far slittare eccessivamente i tempi dell’intervento».
La “partita” si gioca più su tavoli, perché c’è evidentemente da chiudere la questione del trasferimento del bene dallo Stato al Comune. Sul piano prettamente tecnico, poi, i lavori saranno da programmare in due lotti funzionali, quelli finanziati dal privato, con un milione e mezzo di euro appunto, e quelli di cui si farà carico per un altro milione il Comune. Ecco perché ieri a tavolo delle trattative, in primis, si sono seduti i tecnici.
C’è poi la prospettiva della futura gestione della stazione radio recuperata la cuio destinazione sarà articolata: da una parte il “tributo” a Marconi, dall’altra uno sguardo al futuro come sede di start-up nel settore delle telecomunicazioni. In questo ambito «la Intracom Telecom - spiega ancora Serfogli - non ha intenzione di avere ruoli diretti nella gestione. Lo scopo della sponsorizzazione è prevalentemente legare il proprio nome a quello della prima stazione radio d’Italia e a Marconi». Da qui anche la necessità, per la multinazionale, di fare presto: «Interesse dell’investitore – ha proseguito Serfogli – è proprio quello di assicurarsi che il progetto di recupero della stazione si concluda in tempi sufficientemente rapidi e possa rappresentare per l’azienda un ritorno di immagine».
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