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La direzione Pd sceglie LeU Serfogli: non mi tiro indietro

La direzione Pd sceglie LeU Serfogli: non mi tiro indietro

La possibile candidatura di Laforenza (Cnr) punto di mediazione con la sinistra Le liste civiche: l’assessore è il nostro candidato, primarie oppure divisione

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PISA. A quel bivio facilmente pronosticabile, il centrosinistra è alla fine arrivato. «Il Pd scelga da che parte stare: con Liberi e Uguali oppure con noi», dice Federico Eligi, assessore comunale ed esponente di una delle due parti di quel «noi», ovvero In lista per Pisa e Riformisti, le liste civiche che sostengono la maggioranza di Palazzo Gambacorti. In pratica, il Pd ha proposto Andrea Serfogli come candidato sindaco alla coalizione. Ma il suo nome viene dopo l’obiettivo primario: quello di costruire una squadra ampia, aperta verso sinistra, per cercare di vincere le elezioni amministrative più complicate degli ultimi venti anni. E siccome LeU ha già detto no a tutti gli assessori uscenti candidabili, delle due l’una: o l’alleanza a sinistra o Serfogli. Nessuno lo dice apertamente, ma questa è la sostanza. Proprio Serfogli è stato ieri a Roma per incontrare Matteo Ricci, responsabile enti locali del Pd. Ricci gli ha ribadito: l’indirizzo nazionale è quello di allearsi con LeU. Non una richiesta esplicita all’assessore, nel caso, di farsi da parte. Semmai l’invito a prendersi un ruolo da protagonista, che non sarà quello del candidato sindaco.

Serfogli però non ha intenzione di fare un passo indietro. «Quello di LeU è un progetto di opposizione al governo della città. Si facciano le primarie di coalizione come da statuto del partito e come votato dall’assemblea comunale. Su questo vado avanti», è la sua posizione. A meno che, nell’assemblea di domani, non ci sia una votazione su un altro candidato con la maggioranza dei 3/5. Quello in effetti sarà il luogo centrale della discussione nel Pd, ma la linea è stata tracciata dopo la direzione provinciale dell’altra sera. Ed è una linea uguale a quella che Ricci ha detto direttamente a Serfogli nell’incontro romano. «Un’ampia alleanza delle forze democratiche e progressiste è l’unica strada per vincere le imminenti elezioni amministrative nella nostra provincia. A partire da Santa Maria a Monte, Montecatini Valdicecina e dal capoluogo», scrive in una nota il segretario provinciale Massimiliano Sonetti, a conclusione della direzione svoltasi nel circolo Pd di San Frediano a Settimo. «Le linee guida che ci arrivano dalla nuova reggenza del partito regionale sono molto chiare ed intendiamo recepirle pienamente», l’altro passaggio chiave. E poi: «L’unità, anche per il Pd pisano, viene prima di tutto. Ci appelliamo, nel rispetto dei ruoli, al senso di responsabilità di ciascuno dichiarandoci pronti ad affiancare i dirigenti delle unioni comunali di Santa Maria a Monte e Montecatini Valdicecina e in particolar modo Pisa, nel portare a termine con successo, nei prossimi giorni, la costruzione a sostegno di una candidatura condivisa di un’ampia coalizione delle forze democratiche, civiche e progressiste». Quello che Ricci ha detto a Serfogli, ma anche il segnale che LeU attendeva dei democratici.

L’assessore ha il pieno appoggio delle liste civiche. Piero Torrigiani (In lista per Pisa) arriva al punto: «L’ostacolo all’unità non è Serfogli, ma la dichiarazione da parte di LeU circa l’incompetenza degli amministratori uscenti. Così si cerca la rottura, non l’unità. Noi - aggiunge Torrigiani - stiamo già lavorando al programma, consapevoli della correzione di rotta e degli adeguamenti da fare di fronte alle nuove esigenze relative a lavoro (con lo sviluppo di turismo e commercio in primo piano) e sicurezza». Nel recente documento di LeU si leggeva invece l’appello per «una proposta che non si limiti a mera continuità dell’amministrazione uscente».

Intanto i mediatori del Pd sono all’opera su un nome che unisca: continuano a rimbalzare quelli di Domenico Laforenza (presidente dell’area del Cnr) e di Andrea Di Benedetto (presidente del polo tecnologico di Navacchio). Torrigiani ne prende atto: «C’è un altro candidato? Bene, si facciano le primarie e dimostri di essere più forte, come ha fatto Pisapia a Milano. Laforenza è una persona capacissima: si confronti con Serfogli». Eligi è diretto: «Non ci sederemo ai tavoli dove c’è anche LeU. Ma su che base programmatica può stare in piedi la coalizione, senza un giudizio almeno parzialmente positivo sull’amministrazione uscente? Per noi il candidato è Serfogli senza se e senza ma. Non accettiamo ricatti. Scelga il Pd tra noi e LeU. Ormai sono due visioni incompatibili». Sullo sfondo, l’indicazione data in arrivo dal Pd nazionale: no alle primarie, perché non c’è tempo e sono divisive.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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