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Pisa

Morte del notaio Siciliani «Processate quei medici»

Morte del notaio Siciliani «Processate quei medici»

Quattro le richieste della Procura dopo l’esito della seconda consulenza  L’inchiesta nata a seguito dell’esposto dei familiari. Sarà una guerra di perizie

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PISA. La prima consulenza non aveva individuato carenze particolari da tradursi in colpa medica. La seconda, disposta di nuovo dalla Procura, anche per confrontarla con quelle presentate dagli indagati, ha portato a un risultato diverso. O almeno non così “assolutorio” come scritto nella prima relazione.

Un esito che ora il sostituto procuratore Giovanni Porpora ha trasformato in una richiesta di rinvio a giudizio per quattro medici che all’epoca si erano occupati del notaio Paolo Siciliani, il professionista deceduto il primo novembre del 2014. Aveva 78 anni. Una morte sulla quale i familiari avevano sollevato più di un interrogativo. Zone d’ombra soprattutto per le cure ricevute dal notaio negli ultimi giorni della malattia. Di qui l’esposto alla magistratura e l’iscrizione sul registro degli indagati di quattro medici che ora rischiano il processo per omicidio colposo: il medico di famiglia, il suo sostituto, una guardia medica e un cardiologo. Ciascuno per i rispettivi ruoli nella sequenza durante la presa in carico del paziente, dal peggioramento della malattia fino alla morte.

Una vicenda dolorosa quella del professionista, la cui salma venne riesumata, a distanza di tre mesi e mezzo dal decesso, nel cimitero di Orvieto, per consentire l’autopsia necessaria dopo la denuncia dei familiari. Per loro sono fondati i dubbi su una presunta negligenza sanitaria, ritenuta cruciale nell'aver contribuito al decesso del notaio. Nel fascicolo ci sono cartelle cliniche e documenti sanitari che danno conto delle condizioni di salute di Siciliani. Una parabola conclusa con il decesso e nella quale i sanitari chiamati a prendersi cura del professionista ora si ritrovano a rischio processo. Il notaio è stato un personaggio conosciuto in città non solo per la sua attività professionale. La sua incursione, da dirigente, nel mondo del calcio lo aveva consegnato alle cronache del Pisa quando, negli anni Settanta, era stato commissario straordinario del Pisa Sporting Club nella stagione 1971-72 dopo sette anni di presidenza di Giuseppe Donati, il presidente che aveva riportato il Pisa in serie A nel campionato 1967-68. Ma era stata la professione di notaio ad averlo reso famoso a Pisa, anche, negli ultimi anni, per vicende che lo avevano amareggiato. Disavventure giudiziarie di cui aveva sofferto e che avevano offuscato il successo raccolto nella sua lunga attività che aveva il suo epicentro nella sua casa-studio, in piazza Sant'Antonio. Le quattro richieste di rinvio a giudizio saranno discusse davanti al gup Donato D’Auria.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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