Il Tirreno

Pisa

GIOVANE IN TRIBUNALE: LA VITTIMA HA 13 ANNI 

«Mandami altre foto nuda o pubblico tutto su Internet»

PISA. Un contatto su Facebook e l’inizio di una storia. Virtuale nella pratica, ma concreta per gli effetti che di lì a qualche mese si verificarono e che ora sono diventati materia processuale. Un...

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PISA. Un contatto su Facebook e l’inizio di una storia. Virtuale nella pratica, ma concreta per gli effetti che di lì a qualche mese si verificarono e che ora sono diventati materia processuale. Un giovane di Napoli è stato rinviato a giudizio per estorsione, detenzione di materiale pornografico con minori e pornografia minorile. Per l’accusa la sua vittima all’epoca di fatti era una tredicenne. Una ragazzina che ancora oggi non ha raggiunto la maggiore età e che vive in provincia.

L’udienza di ieri mattina davanti al collegio del Tribunale (presidente Mirani, a latere Poggi e Frizilio) con pm Ornella Galeotti della Procura fiorentina competente per tipologia di reato è stata aggiornata in autunno quando sarà sentito anche l’imputato.

È una vicenda purtroppo sempre più frequente quella approdata in Tribunale. Nessun contatto fisico, né conoscenza reale. Solo rapporti online, chat coltivate alla scoperta di nuovi amici che poi si rivelano altro. Alle battute iniziali per mostrarsi simpatici con il passare del tempo linguaggio e pretese virano verso il ricatto e sconfinano nel codice penale.

È successo così anche per la tredicenne che non aveva mai incontrato il giovane napoletano, al tempo degli episodi maggiorenne da poco.

Diventano “amici” su Facebook e si scambiano i numeri di cellulare. Altro strumento di comunicazione che nel caso diventa dannazione per la ragazza. L’amicizia diventa confidenza e quando si arriva all’intimità gli steccati del pudore adolescenziale cadono. E così dopo averne guadagnato la fiducia l’imputato la convincere a inviare foto osé. Il seno, parti intime.

Immagini sempre più esplicite per alzare l'asticella del proibito fino a quando il gioco non diventa ricatto. «Se non mandi altre foto metto in Rete quello che già mi hai spedito» è il messaggio eloquente che fa capire le conseguenze della trappola in cui la tredicenne è finita. Le prime richieste vengono esaudite. Ma l’ “amico” chiede di più. Quello che era iniziato come un gioco si trasforma in un ricatto. E con quelle foto a dare sostanza alle pretese del giovane campano. (p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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