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il caso camp darby 

Diritti in Comune: «Esposto contro il piano per la base Usa»

Diritti in Comune: «Esposto contro il piano per la base Usa»

PISA. Un esposto per fermare il piano di trasformazione della base Usa di Camp Darby. Ma anche un appello alla mobilitazione dell’intera cittadinanza contro un piano per il quale non c’è stata alcuna...

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PISA. Un esposto per fermare il piano di trasformazione della base Usa di Camp Darby. Ma anche un appello alla mobilitazione dell’intera cittadinanza contro un piano per il quale non c’è stata alcuna condivisione. È questa la posizione degli esponenti pisani di Diritti in Comune (Una città in Comune, Rifondazione comunista e Possibile) che affidano ad una nota le proprie considerazioni all’indomani del voto, nel consiglio del Parco, sul Piano e delle perplessità, sullo stesso, espresse dal presidente dell’ente, Giovanni Maffei Cardellini. «La dichiarazione di Maffei Cardellini sul progetto di potenziamento della base di Camp Darby confermano tutte le nostre ragioni di contrarietà e opposizione - si legge nella nota - Solo poche settimane fa il consiglio comunale ha respinto una mozione presentata dalle forze della coalizione Diritti in Comune in cui si chiedeva al Comune di fare la sua parte per impedire la realizzazione della nuova devastante opera. Fin dall’inizio della vicenda infatti, l'allarme lanciato dal Parco con la sua Valutazione di Incidenza negativa (che a cose normali impedirebbe la realizzazione dell’opera) non è stato raccolto dalle altre istituzioni del territorio, e abbiamo assistito ad un avvilente scaricabarile nel lasciare il Parco con il cerino in mano». «L’intervento - prosegue la nota - è del tutto al di fuori delle ragioni dell'esistenza di un Parco naturale, di qualsiasi interesse collettivo, ma si piegano, anche attraverso le forzature e la semplificazione drastica dei processi di autorizzazione, solo e soltanto agli interessi del governo statunitense e delle lobby delle armi che da sempre lo sostengono. Crediamo che una comunità intera che nel 2003 gridò no alle guerre del governo USA debba anche in questo caso far sentire la sua voce. Noi lo faremo mediante esposti e segnalazioni alle autorità competenti nazionali ed europee per denunciare l'illegittimità del percorso di autorizzazione seguito dal Comipar, con la Regione Toscana in testa e per valutare anche il comportamento compiacente del Comune».

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