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Ruba migliaia di euro di buoni pasto dal ristorante siriano - Video
Pisa: i ladri spaccano la vetrata di "Al Madina", in via San Martino. Il titolare: "Sparito il fondo cassa, io violato nell’intimità"
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PISA. «Sono scioccato e mi sento violato nell’intimità. Abito a Pisa da 18 anni e non mi era mai capitato di subire un furto del genere, con scasso per altro. Ho perso tanti soldi, frutto di giornate di lavoro e sacrificio».
È affranto Hakim Bassam, imprenditore siriano di Aleppo, cuoco e titolare del ristorante siriano-libanese “Al Madina” di via San Martino. I ladri – attorno alle 4.20 della notte fra venerdì 16 e sabato 17 marzo– hanno spaccato una vetrata del suo locale rubando circa 200 euro di fondo cassa e fra i 1.500 e i 2.000 di buoni pasto. «Un pacco alto così – allarga le dita di diversi centimetri Bassam per indicare l’ammontare della cifra – che purtroppo non potrò mai recuperare. I “ticket restaurant” valgono come le banconote e se non ce l’hai, non le riscuoti», sostiene il ristoratore. È il primo furto con scasso quello subito dallo chef asiatico, che nella mattinata di ieri aveva già riaperto e riparato l’ingresso. «Sono riuscito a contattare un professionista di Cascina e gli ho portato l’anta rotta – racconta – così già a mezzogiorno sono ritornato alla normalità. Purtroppo mi è costata diverse centinaia di euro».
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La zona di via San Martino, negli ultimi giorni, è stata letteralmente presa d’assalto dai malviventi. Che prima hanno tentato il furto al ristorante “Numero 11”, dove non sono riusciti a entrare, poi hanno messo a segno due colpi al “Il ristoro di Giada”, in piazza Toniolo (dove hanno rubato il fondo cassa di 150-200 euro) e alla palestra Zone City di via Giordano Bruno.
Ieri mattina – dopo la chiamata al 112 – nel ristorante libanese sono arrivati i carabinieri. Gli inquirenti – è quanto spiega lo stesso Bassam – sperano di riuscire a risalire all’identità del ladro attraverso le immagini delle telecamere dell’Ufficio dei fiumi e dei fossi del Consorzio di bonifica, che si trova proprio di fronte al locale. «Mi sento violato nell’intimità – rimarca l’imprenditore di Aleppo – perché come cuoco ho enormi responsabilità nei confronti dei miei clienti, i veri proprietari del locale. Ho il dovere di essere il garante del cibo che servo ed è per questo che ogni giorno controllo qualsiasi cosa. Appena sono entrato, di mattina presto, vedendo il vetro distrutto mi sono sentito male».
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