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Pisa

Rubano e si feriscono negli assalti ai negozi

Rubano e si feriscono negli assalti ai negozi

Raid con almeno sette colpi tra la zona stazione e il centro Sangue da Buffetti e in una lavanderia. Spariti i fondi cassa

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PISA. Ormai si perde il conto. Con il paradosso che rischia di fare notizia chi non viene derubato. Nell’ultima nottata in zona stazione e nelle vie che gravitano nell’area a più alto tasso di microcriminalità ci sono stati almeno sei furti, con l’unica eccezione territoriale di un ristorante a pochi metri da Corso Italia.

Uno stillicidio quotidiano che diventa bollettino di danni e sgomento da parte dei commercianti. Non è che ci siano chissà quali bande agguerrite che eseguono incursioni in locali e negozi. Basta uno sbandato che sradica una pietra dal marciapiede e la prima vetrina che trova è il bersaglio da colpire. Poco gli importa se gli spiccioli arraffati nella cassa non sono neanche un decimo del costo da sopportare per coprire il danno. È tutto facile e il pericolo che il ladruncolo corre è minimo. Male che vada passa la notte in camera di sicurezza e poi dopo la convalida dell’arresto torna in libertà. Con queste premesse la notte dei ladri scatenati si è sviluppata tra via Croce, via Vespucci, via Cerboni, viale Bonaini, via Turati, via Mascagni (nella foto a sinistra il titolare del minimarket al civico 11, Li Haifeng) e via San Bernardo.

Al ristorante indiano Namaste, a ridosso di Corso Italia, di proprietà di Velu Pandian il ladro è stato filmato dalle telecamere interne. Ha tratti somatici orientali. Per sfondare la vetrina ha usato un posacenere in metallo, quelli che si trovano nei bar. «È successo verso le 4,30 – spiega il titolare –. Un mese fa mi avevano spaccato l’altra vetrina. Ha preso sui 150 euro del fondo e una bottiglia di alcolici. Non ha fatto danni, a parte il vetro rotto all’ingresso».

Dal centro a via Croce dove Buffetti per l’ennesima volta paga il suo tributo alla sicurezza.

«Era uno solo – spiegano dal negozio –. È entrato giovedì verso le nove di sera. È passato dalla finestra sul retro dopo aver scavalcato il muro. Una volta dentro ha spinto gli scaffali provocando un effetto domino. Si è anche tagliato perché abbiamo trovato tracce di sangue sul pavimento. Ci ha rubato cinque, sei zaini e 200 euro di fondo cassa».

Se al BarLumi (bandito arrestato, vedi articolo nell’altra pagina,ndr)) e al Barrino di via Cerboni nel quartiere San Marco l’assalto si è limitato ai danni contro le vetrine, alla lavanderia Marlinda di Linda Cecconi in via Vespucci l’autore del furto ha sfondato l’ingresso e poi ha ripulito la cassa. Anche qui sono state trovate tracce di sangue. Un ferimento provocato dall’irruzione violenta.

Nel vicino viale Bonaini al negozio di parrucchiera Grazia, il tentativo di intrusione è fallito per la resistenza della porta. Ci hanno provato a scardinarla, ma senza cedere. Di prassi la rottura del vetro. Nessuno, però, è entrato. Solo danni. Alla fine diventa una consolazione. Sono riusciti, invece, a violare per la seconda volta in poche settimane il negozio Asia e Africa Market in via Mascagni 11, in piena area stazione. Li Haifeng è scoraggiato: «Non è più possibile lavorare in questa zona». Il ladro, smilzo e agile, è passato dalle finestre, spaccandole, all’altezza del soffitto. Dentro si è messo in tasca il fondo cassa, sui 200 euro, e una borsa di spiccioli. «È entrato alle 3,40 – spiega Li –. Ci sono le immagini che abbiamo consegnato alla polizia». In questura anche ieri mattina c’era la fila all’ufficio denunce.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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