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Pisa

Una svolta tutta in rosa per il Consiglio Notarile

Una svolta tutta in rosa per il Consiglio Notarile

Presidente è stato eletto Claudio Calderoni, ma insieme a lui figurano Francesca Acciaioli, Sabrina Casarosa, Barbara Bartolini e Lia Gabri

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PISA. Un Consiglio Notarile a maggioranza femminile. Parliamo di quello di Pisa che su sei componenti eletti quattro sono donne. La svolta è avvenuta in occasione dell’ultima elezione. La componente rosa è composta dal notaio di Pisa Francesca Acciaioli, che ricopre la carica di segretario, dal notaio di San Miniato Sabrina Casarosa (tesoriere), dal notaio di Pisa Barbara Bartolini (consigliere), dal notaio di Pisa Lia Gabri (consigliere), mentre presidente è stato eletto il notaio di Pisa Claudio Calderoni e consigliere il notaio di San Giuliano Roberto Romoli.

Una composizione in maggioranza rosa che inorgoglisce il presidente uscente, il notaio Barbara Bartolini, e che trova pieno compiacimento anche nel pensiero dell’attuale presidente Calderoni. A dimostrazione di come negli anni la presenza di donne notaio sia cresciuta notevolmente a livello nazionale: la componente femminile, fanno sapere dal Consiglio Notarile di Pisa, è passata dal 17% nel 1991 a circa il 34% del 2017 e continua a crescere perché i vincitori degli ultimi concorsi per quasi il 50% sono donne.

Ma per loro, le notaio donna, la strada non è stata tutta in discesa. «Fino al 15 novembre del 1913, un notaio “in gonnella” non era previsto dal nostro ordinamento – fanno sapere dal Consiglio Notarile di Pisa –. Ed è quindi facile immaginare, lo stupore e le perplessità dei consiglieri romani, era il 15 novembre del 1913, quando furono chiamati a pronunciarsi sull’esemplare istanza presentata dalla dottoressa Adele Pertici. I notai romani, era il 9 gennaio 1914, dimostrarono lungimiranza di vedute, accettando la candidatura di Pertici. Ma le gioie durarono ben poco. La legge non permetteva alle donne di esercitare un pubblico ufficio e Pertici fu pertanto radiata dall’Albo. Ma non si dette per vinta e grazie alla “legge Mortara” (del 1919), che riconosceva una parziale capacità giuridica alle donne, ottenne la tanto agognata iscrizione all’Albo dei praticanti, ma che in realtà non mise mai in pratica. Forse esausta per i lunghi anni di liti giudiziarie, Pertici rinunziò ad esercitare la professione, dedicandosi all’insegnamento. La strada, comunque, era spianata – concludono dal Consiglio Notarile di Pisa –. In occasione del concorso del 1927, furono ben due le donne a presentarsi agli esami, e una di loro, Elisa Resignani, superò la prova, diventando la prima donna notaio d’Italia».

Roberta Galli

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