Attenzione
Morte di Lorenzo e Sara patteggia 4 anni e mezzo
Il giudice dispone per l’automobilista positiva all’alcol la revoca della patente I familiari dei ragazzi: «Una sentenza che non fa capire che non si deve bere»
PISA. Un patteggiamento a 4 anni e mezzo chiude il fronte giudiziario di una tragedia capace di far piangere più di una comunità. Quella dei due giovani di Ponsacco strappati alla vita in un incidente stradale. Lui, Lorenzo Malacarne, aveva 18 anni, studente all’artistico di Cascina, morì subito. Lei, Sara Cicciotto, 17anni, iscritta al liceo Montale di Pontedera, resistette per due giorni prima di raggiungere l’amico. Un’età che amplifica il tormento per chi da quel giorno sconta la condanna all’ergastolo del dolore.
Poco più grande l’automobilista che li travolse mentre i due amici stavano percorrendo in scooter via delle Colline per Legoli una sera di luglio del 2016.
Giuly Tuzzeo vive a Pontedera e ha 24 anni. Fu arrestata e messa ai domiciliari per duplice omicidio stradale. Lo stesso reato per il quale ieri ha patteggiato la pena concordata tra il suo legale, l’avvocato Gabriele Dell’Unto e il pm Flavia Alemi. Una pena ritenuta congrua dal gup Pietro Murano che ha emesso la sentenza in un’aula affollata di parenti, familiari e amici dei due ragazzi. Anche ieri i volti di Lorenzo a Sara sono apparsi sulle magliette indossate da chi vuole ricordarli con la gioia di un’età in cui la morte non è contemplata. Un’età in cui i genitori non devono sopravvivere ai loro figli.
Quelle magliette hanno fatto parte di una scenografia bagnata dalle lacrime per un’assenza che ha aperto un abisso nei cuori dei familiari.
«Questa sentenza non fa capire che non si deve bere prima di mettersi a guidare» commentano fuori dall’aula dove l’avvocato dell’imputata porge le condoglianze ai genitori.
Quando fu respinto il patteggiamento a 3 anni e mezzo il legale venne offeso dai familiari delle due vittime che ritenevano indecente una pena del genere per la perdita di due ragazzi di 17 e 18 anni. Poi arrivarono le scuse, pubbliche, con una lettera aperta. Non è che i 4 anni e mezzo, la sentenza più alta vista finora al Tribunale di Pisa (la scorsa settimana c’è stata una condanna a 3 anni e 4 mesi sempre per omicidio stradale, ndr) abbia placato le famiglie nella loro pretesa di giustizia.
Per quanto inasprite con l’introduzione del reato di omicidio stradale, il calcolo delle pene, nella valutazione bilanciata di aggravanti e attenuanti, alla fine diventa un esercizio aritmetico con la scelta del rito che prevede lo sconto fino a un terzo. E così è stato anche per il caso di Giuly Tuzzeo. Che con la sentenza di ieri non andrà in carcere. Ha già passato sei mesi ai domiciliari e per i residui quattro anni da scontare può ricorrere all’affidamento in prova ai servizi sociali. Quattro anni durante i quali non dovrà sgarrare.
Come pena accessoria è stata disposta la revoca della patente. Tra 15 anni potrà sottoporsi di nuovo all’esame per riprendere il documento di guida. Non si è costituita parte civile la famiglia Cicciotto perché già risarcita. Erano comunque presenti anche con l’avvocato Sandra Aringhieri. Parte civile, invece, i Malacarne assistiti dagli avvocati Claudio Selmi e Gabriele Tremolanti.
Quello del luglio 2016 fu un incidente in cui lo strazio per quella che era già una tragedia, la morte di Lorenzo, assunse i toni del dramma collettivo quando arrivò anche la notizia di Sara.
Sottoposta dai carabinieri al test dell’etilometro, l’automobilista della Lancia Y che aveva travolto lo scooter risultò positiva con un valore di alcol nel sangue quasi triplo rispetto al massimo consentito (0,5 g/l). Un’aggravante in un incidente con il suo carico di imprevedibilità e fatalismo che ha avuto due effetti. Uno pratico, con l’accusa di omicidio stradale. L’altro morale, con quel peso sulla coscienza che l’accompagnerà per tutta la vita al pensiero di aver provocato la morte di due giovani dopo aver bevuto troppo alcol.
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