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Addio ai test animali: l’università inaugura il centro alternativo
Il dipartimento è stato creato insieme all’ateneo di Genova per eliminare o ridurre al minimo il ricorso agli esseri viventi
PISA. Sostituire la sperimentazione animale con metodi alternativi. È stato inaugurato con questo scopo il Centro interuniversitario italiano dedicato alla promozione dei principi delle 3R: replacement, reduction e refinement. La presentazione martedì scorso nell’auditorium dell’ex Monastero delle Benedettine.
Il Centro 3R, nato su impulso delle università di Pisa e di Genova, si pone l’obiettivo di inserire nella formazione, nella didattica e nella ricerca i principi delle 3R, ossia sostituire la sperimentazione animale con metodi alternativi, ridurre, laddove non è possibile ovviare a tale sperimentazione, il numero degli animali utilizzati, e infine raffinare le tecniche impiegate in modo da diminuire la sofferenza degli animali. «Lo scopo principale di questo centro – ha dichiarato la professoressa Arti Ahluwalia, responsabile del progetto per l’ateneo pisano – è diffondere una cultura di conoscenze riguardanti gli aspetti scientifici e tecnici delle 3R, insegnando un metodo scientifico che porti allo sviluppo di tecnologie più adeguate, tali da evitare l’utilizzo degli animali o quantomeno ridurne il numero, limitandone, allo stesso tempo, la sofferenza».
Paolo Milazzo, docente del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa e membro del Comitato scientifico didattico del centro che conta 60 tra docenti e ricercatori appartenenti a vari dipartimenti delle università promotrici, ha sottolineato l’importanza della multidisciplinarietà del progetto ponendo l’accento su come solo grazie a metodologie diverse sia «possibile sviluppare metodi e tecnologie alternative all’utilizzo degli animali nella ricerca.
Le tecniche informatiche, ad esempio, relative alle simulazioni di dinamiche cellulari e dello sviluppo di malattie, sono molto migliorate negli ultimi anni ed ecco perché nel Centro 3R sono stati coinvolti numerosi informatici. Tra i nostri obiettivi – ha spiegato – c’è insegnare e sviluppare nuove tecniche di ricerca per formare i ricercatori domani, che potranno vantare così di una gamma metodologica più ampia, non strettamente legata alla sperimentazione animale».
Dello stesso avviso è la professoressa Anna Maria Bassi, responsabile per l’università di Genova, la quale ha ribadito che «per rendere la ricerca scientificamente valida e realistica, diminuendo e migliorando l’utilizzo che si fa degli animali, è necessario avviare corsi teorico-pratici sui metodi alternativi, coinvolgendo anche aziende, che possono contribuire offrendo servizi e tecnologie».
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