Toscana
La nuova Arena, Il progetto della nuova Arena Garibaldi
Il punto centrale è quello della viabilità. La nuova Arena, quella che uscirà dal restyling, è stata presentata ieri ai residenti di Porta a Lucca (un centinaio) intervenuti all’incontro organizzato dal Ctp 6 nei locali della parrocchia di Santo Stefano
PISA. Il punto centrale è quello della viabilità. La nuova Arena, quella che uscirà dal restyling, è stata presentata ieri ai residenti di Porta a Lucca (un centinaio) intervenuti all’incontro organizzato dal Ctp 6 nei locali della parrocchia di Santo Stefano. Obiettivo numero uno: capire l’impatto sul quartiere ed i miglioramenti possibili rispetto alla situazione attuale. Lo stato di avanzamento del progetto (ancora da definire sotto vari aspetti) è stato illustrato dall’architetto Marco Pavarani, dello Studio Iotti+Pavarani che si è aggiudicato il concorso di idee. Ed è proprio sul fronte della mobilità che sono emerse alcune novità.
Tutto ruota attorno a quello che diventerà la nuova Arena, una struttura polivalente ben oltre lo stadio da 16.500 posti, tra spazi commerciali, ristorazione, sale cinematografiche ed eventi di spettacolo extra-calcistici. Un contenitore aperto costantemente, anche sette giorni su sette, da qui le esigenze anzitutto sulla viabilità. In prima fila il presidente del Pisa Sc Giuseppe Corrado, il sindaco Marco Filippeschi, il vicesindaco Paolo Ghezzi, gli assessori Andrea Serfogli ed Ylenia Zambito, la presidente del Ctp 6 Federica Ciardelli, l’amministratore delegato di Ire Alessandro Pasquarelli, l’avvocato Giuseppe Toscano (consulente di Corrado), lo staff che supporta lo Studio Iotti+Pavarani.
Tra i benefici della nuova Arena, l’eliminazione dalle strade del quartiere delle cancellate per il prefiltraggio inglobate nella struttura dello stadio. E sotto la voce “nuove dotazioni della città” l’elenco comprende 400 posti auto (di cui 130 pubblici), fondi commerciali, bar e ristorante, lo spazio per il museo del Pisa, un teatro all’aperto lato via Bianchi «a disposizione - ha sottolineato Pavarani - anche delle realtà del quartiere».
Interessanti i dati sulla mobilità intorno allo stadio forniti dai progettisti. Attualmente, in occasione delle partite, il 90% degli spettatori arriva con mezzi privati. Mentre nelle intenzioni della società c’è quella di portare al 40% la quota di coloro che usano mezzi pubblici per raggiungere l’Arena. Ma come centrare l’obiettivo? «Attraverso incentivi ed agevolazioni connesse alla sottoscrizione degli abbonamenti e all’acquisto dei biglietti». Indicativi anche i rilievi relativi alle provenienze: 40% dal territorio comunale di Pisa e il 60% dai comuni lato est, soprattutto Cascina e Pontedera.
Lo studio sulla mobilità stima un migliaio di spettatori che arrivino utilizzando il treno e che si muovano dalla stazione verso lo stadio a piedi. Previsto poi un incremento dell’utilizzo delle linee urbane degli autobus. Invece per chi usa l’auto giungendo da fuori, l’ipotesi è quella di parcheggiare agli scambiatori sull’Aurelia e di via di Goletta all’altezza della fermata intermedia del People Mover: lì dovrebbero essere serviti da un sistema di sei navette (organizzate dalla società nerazzurra) che portano i tifosi direttamente in via Rindi. L’altro pilastro del ragionamento è un utilizzo intenso dei parcheggi scambiatori più vicini allo stadio (via Pietrasantina, via Paparelli, via Battelli) fino al 30% degli spettatori diretti all’Arena. Anche perché nella zona intorno allo stadio si verrebbe a creare una sorta di Ztl con divieto di accesso ai non residenti.
Il miglioramento della viabilità nel quartiere, secondo i progettisti, passerebbe poi dalla realizzazione di due rotatorie in via Rindi, una all’incrocio con via Bianchi e l’altra all’incrocio con via Piave, peraltro già previste dalla Pisamo. Durante gli eventi, come specificato, il tratto tra le due nuove rotonde diventerebbe solo pedonale. «Il progetto è ancora aperto», ha aggiunto Pavarani, che oggi presenterà formalmente le integrazioni chieste dal Comune, passaggio necessario per convocare la conferenza dei servizi. Anche la stima dei costi è in movimento, forse oltre 30 milioni di euro.
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