Sicurezza
Spaccano la finestra e irrompono nella palestra Alhambra
Pisa: caos nei locali dell’associazione sportiva di via Fermi. Il vicepresidente: "Sono entrato con un bastone per paura che i ladri fossero sempre dentro"
PISA. La luce delle scale era accesa. Quella dell’ufficio anche. Così il vicepresidente dell’associazione Alhambra, Maurizio Parentini, si è armato di bastone alla ricerca dei criminali. Ma loro se ne erano già andati da un pezzo, attraverso una finestrella in frantumi da ore, se non da giorni.
A distanza di «tantissimi anni dall’ultimo furto», i ladri sono tornati a colpire la palestra Alhambra di via Fermi, proprio sopra l’omonimo circolo Arci e a poche decine di metri dalla sede dell’Apes, l’Azienda pisana per l’edilizia sociale dove a inizio settimana i poliziotti hanno arrestato un 29enne sorpreso a rubare negli uffici. «Se me lo trovavo davanti – sostiene Parentini – non so come avrei potuto reagire. Così non possiamo andare avanti».
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Il responsabile dell’associazione, dopo un controllo andato avanti fino al pomeriggio, lunedì 11 marzo non ha trovato oggetti mancanti. Nelle sale, già a prima vista, sembrava esserci tutto. Ma anche negli uffici, nonostante fosse stata buttata all’aria qualsiasi cosa, materiali e arredi sono stati recuperati. Rimangono i danni, ingenti: solo riparare la finestra, che affaccia sul terrazzo sopra al campo da calcetto, costerà fra i 500 e i mille euro. «Non ho ancora fatto il preventivo – sottolinea il vicepresidente – ma credo che questa sia la cifra».
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Parentini, che ha subito avvertito il 113, ha accompagnato i poliziotti nel sopralluogo. «I ladri sono arrivati fin qui, a 300 metri in linea d’aria dalla Torre – spiega arrabbiato – ma non so quando, sicuramente fra sabato e domenica notte, perché poi abbiamo chiuso. Ora dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi, visto che le persone potrebbero decidere di farsi giustizia da sole. Ma ci rendiamo conto che siamo nel centro di Pisa? Che figura ci facciamo – si sfoga il vicepresidente della polisportiva – se non riusciamo a difendere nemmeno il cuore della città. Non siamo a Cisanello, siamo a ridosso del lungarno. In via Fermi, negli ultimi tempi, non sa quante volte mi abbiano già spaccato la macchina. È intollerabile: bisogna fare qualcosa».
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