L’ARROGANZA DEGLI YES MEN DEL “PRINCIPE”
Circa due mesi fa una parte del Partito democratico, quello che conta, con l’avallo del presidente della Regione, ha deciso di commissariare il Consorzio 4 Basso Valdarno con motivazioni quanto mai...
Circa due mesi fa una parte del Partito democratico, quello che conta, con l’avallo del presidente della Regione, ha deciso di commissariare il Consorzio 4 Basso Valdarno con motivazioni quanto mai discutibili, tanto che ha costretto il sottoscritto a ricorrere al Tar per sperare di riabilitare la propria persona contro un’ingiustizia degna della peggior arroganza.
Sono stato in silenzio per riflettere ed osservare ciò che sarebbe avvenuto, orbene tante pacche sulle spalle, in moltissimi a rincuorarmi, ma nessuno ha preso una posizione chiara rispetto alla vicenda ed a quell’arroganza di chi gestisce il potere in maniera assoluta.
Il 4 marzo 2018 sono arrivate le elezioni politiche che hanno sancito la fine della sinistra, quella arrogante e miope. Da una settimana si rincorrono le responsabilità e tutti a dare la colpa a Renzi. Non sono mai stato renziano, ma il problema non è il Renzi di turno, il problema sono quei dirigenti che si identificano nel principe, fanno da ripetitori al vincente e replicano il suo comportamento, senza se e senza ma in una perfetta simbiosi tanta ben esplicitata dal motto: “finchè dura fa ventura”.
Ora il vincente di turno non si trova nel campo amico ed allora si inneggia al populismo dell’avversario, come a dire: “non sappiamo più dove sbattere le corna”. E con la frase: «Dobbiamo ricostruire la sinistra e tornare nei circoli, si spera di fare un altro giro». Sempre più ridicoli. Sono molto deluso del centrosinistra, a maggior ragione dei suoi dirigenti che per venti anni hanno saputo offendere gli “yes men” del cavaliere senza avere il coraggio di farsi l’esame di coscienza rispetto al loro operato. Se una persona di ottanta anni risorge domandiamoci perché. Ed il perché è presto detto: meglio l’originale delle copie, con una variante inattesa, la Lega, che non è più quella di Bossi ma di Salvini che, al netto della simpatia/antipatia che solletica, ha avuto la forza di rinnovarsi.
Il centrosinistra si è sciolto come neve al sole, ma con il partito di Renzi che in futuro prenderà il posto di quel Partito Socialista che fu di Craxi, ahimè. Ed a due mesi dalle elezioni amministrative del Comune di Pisa, la sinistra o quel che rimane continua a discutere per chi deve essere candidato sindaco perché i leader storici non vogliono abdicare.
Il vero dramma della sinistra italiana è che non ha mai voluto creare alternative al leader poiché lo stesso leader nazionale e quelli locali sono troppo altezzosi per mettersi da parte. Ma il bello della democrazia è proprio questo, alla fine ci pensa l’elettorato ancorché la legge elettorale nazionale ne ha salvati molti.
La legge elettorale per le amministrative è diversa ed allora avanti popolo che la breccia a Porta Pia è stata fatta. Faccio un in bocca al lupo a tutti i candidati ufficiali ed ufficiosi perché ho il piacere di conoscerli ed averne apprezzato da vicino le molte luci e le poche ombre. La città di Pisa deve combattere Firenze e non se stessa, allearsi definitivamente con Livorno e creare un polo politico, economico e sociale al servizio della costa e della Toscana e non del capoluogo regionale.
(*ex presidente del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno)
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