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“Il terremoto delle elezioni” un incontro alla Sesta Porta

“Il terremoto delle elezioni” un incontro alla Sesta Porta

PISA. Nella sala riunioni della Sesta Porta si terrà oggi (ore 17) un incontro pubblico per l’analisi dei risultati del voto del 4 marzo. “Il terremoto delle elezioni e il cambiamento politico in...

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PISA. Nella sala riunioni della Sesta Porta si terrà oggi (ore 17) un incontro pubblico per l’analisi dei risultati del voto del 4 marzo. “Il terremoto delle elezioni e il cambiamento politico in Italia”, questo è il tema sul quale si cimenteranno due politologi, Luciano Bardi dell’Università di Pisa e Federico Russo dell’Università del Salento. Coordinerà il sindaco Marco Filippeschi.

«L’incontro è parte di un lavoro di approfondimento che va fatto e che faremo - dice Marco Filippeschi, presidente dell’associazione CittàEuropa -. Partendo da tendenze che vanno bel oltre la dimensione nazionale, nei tempi della Brexit e dell’elezione di Trump, dell’affermazione di autocrati quali Putin e Erdogan, di ascesa di movimenti nazionalisti e razzisti in Europa. Il voto si deve leggere in un orizzonte ampio. Naturalmente ci sono le specificità italiane che devono interrogare tutti i cittadini progressisti, fuori da ogni schema precostituito. Gli errori compiuti si sono pagati carissimi con perdite largamente annunciate. Ha valso l’incapacità di leggere i cambiamenti e di rispondere, con politiche di governo, alle emergenze più sentite dalle fasce di popolazione meno protette per reddito e per cultura. Giusto che chi ha avuto più responsabilità se le assuma oggi, con i radicali cambiamenti necessari. Ma non ci sarà nessuna svolta senza un’analisi forte e un dibattito collettivo, molto largo, non tra i pochi che oggi sono già impegnati. Serve un bel bagno di umiltà».

«Anche l’analisi del voto locale sarà interessante - sottolinea Filippeschi - perché ci sono tendenze nazionali omogenee e chiarissime nella distribuzione dei consensi, territoriali, per reddito, livello d’istruzione e età. Lo stesso vale per il flussi elettorali. Sarà utile valutare con chi fa ricerca e poi non fare come dopo le elezioni europee e il referendum costituzionale, quando le analisi degli esperti sono state sottovalutate o rimosse con arroganza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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