Il Tirreno

Pisa

Aree di sosta espropriate «Strutture e attività abusive»

Aree di sosta espropriate «Strutture e attività abusive»

Il Comune replica a Confcommercio e alla società alla quale sono stati  sottratti i parcheggi a ridosso dello scambiatore del Pisamover 

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PISA. Non si è fatta attendere la risposta del Comune alla “offensiva” di Confcommercio sul caso “Cancello Rosso”: l’azienda nel settore della sosta privata fino a poco tempo fa operativa in zona aeroporto alla quale sono state espropriate due aree dal Comune, motivo per il quale sono ora a rischio sei posti di lavoro. Una “offensiva”, per così dire, che ha come sfondo il tema, ben più ampio, del vicino parcheggio scambiatore alla stazione intermedia del Pisamover: sempre vuoto al contrario delle aree di sosta dell’azienda “Cancello Rosso”, fino a qualche tempo fa sempre piene.

L’amministrazione entra nel merito della vicenda per spiegare le motivazioni degli espropri e delle cifre pagate all’imprenditore pisano, Roberto Bargagna.

La società “cancello Rosso” «era proprietaria di un’area nel quartiere di San Giusto dove sono stati commessi abusi edilizi» si legge nella nota inviata dal Comune. Mentre la società «“Faro Verde”, afferente allo stesso soggetto, gestiva la stessa area che era utilizzata come parcheggio abusivo. Per una parte dell’area, oggetto di abusi edilizi, il Comune prima ha intimato con un’ordinanza il ripristino delle condizioni originarie, poi, dato che i proprietari non hanno ottemperato, lo stesso Comune seguendo le procedure di legge ha acquisito i terreni al patrimonio comunale. Inoltre il Comune ha intimato di cessare l’attività abusiva. Sia il Tar e sia il Consiglio di Stato, cui la società ha fatto ricorso, hanno dato ragione al Comune confermando la regolarità delle procedure seguite».

«Per l’altra parte dell’area - continua ancora l’amministrazione - il Comune ha provveduto all’esproprio dei terreni. Gli ex-proprietari richiedono che sia riconosciuto al terreno un valore superiore a quello dato dal Comune, perché si trattava di un’area fonte di reddito, e questa richiesta viene portata avanti dagli stessi proprietari nonostante la fonte di reddito sia dovuta all’attività abusiva di parcheggio. Su questo contenzioso sul valore delle aree espropriate c’è un procedimento in corso su cui decideranno gli organi giudiziari competenti».

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