Sicurezza
Schianto mortale contro un muro
La vittima è un operaio di 58 anni. Era appena uscito dal Penny Market: probabile un malore
SAN MARTINO ULMIANO. I sacchetti della spesa sui sedili posteriori. La parte anteriore della Lancia Y distrutta. Al volante il corpo senza vita di Michele Giuntini, 58 anni, di Pisa, quartieri I Passi, sposato e con figli. Poco dopo le sette e mezzo di sera il destino lo ha fatto incrociare con un muro di cinta della sede del centro cinofilo “Zampa bianca”. Uno schianto tremendo i cui effetti sono stampati sul cofano e il motore dell’utilitaria. L’urto ha proiettato il conducente con la testa contro il parabrezza che si è incrinato. All’arrivo dei soccorsi inviati dalla centrale operativa del 118 con il medico e il personale della Misericordia di Pisa, il cuore di Giuntini aveva già cessato di battere. È stato estratto dall’abitacolo e adagiato a terra per una rianimazione disperata quanto inutile.
La dinamica. C’è un solo testimone della tragedia che ha attraversato via Lenin nella frazione di San Martino Ulmiano. È un giovane che ha riferito ai carabinieri di Calci, intervenuti per i primi rilievi con il radiomobile di Pisa, di aver visto la macchina procedere sul rettilineo salvo poi sterzare verso un lampione. Lo ha strusciato appena. Non è escluso che le condizioni di Giuntini fossero già precarie. L’esito finale è stato l’impatto contro il muro. Uno schianto di una violenza significativa.
L’ipotesi malore. Secondo una prima ricostruzione è escluso il coinvolgimento di altre auto nell’incidente. Giuntini è uscito dal minimarket. Ha sistemato le borse della spesa sui sedili posteriori. Poi si è seduto al volante. Ha messo in moto per tornare a casa, in piazza Verga nel quartiere dei Passi. Cosa è accaduto da quando ha girato la chiave dell’accensione al momento dell’urto contro la recinzione solo un’eventuale autopsia avrebbe potuto svelare. Il sostituto procuratore Giovanni Porpora, informato dai carabinieri sulle cause dell’incidente, ha disposto la restituzione della salma ai familiari. Per il fronte della Procura non ci sono responsabilità da perseguire.
Per la traiettoria seguita dall’auto, sghemba nel suo tratto finale, non è escluso un malore per l’automobilista. Un malessere improvviso che Giuntini non ha saputo controllare e che ha trasformato la Lancia Y in una macchina senza pilota. Fuori controllo. E per questo pericolosa, non solo per il guidatore, ma anche per chi avrebbe potuto incrociare. Il fato ha liberato la strada da altre vetture. Per almeno un centinaio di metri la Y è rimasta in carreggiata. In prossimità del centro cinofilo ha ricevuto lo stop.
I soccorsi. Un testimone ha assistito alla scena. Altri sono usciti in strada. Oltre all’ambulanza per il soccorso, sono arrivati anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la strada e bonificarla dopo la perdita di carburante della Lancia ko. Giuntini se ne era già andato.
Pietro Barghigiani
Stefano Taglione
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