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Pisa

Fu un omicidio stradale condanna a 3 anni e 4 mesi

Fu un omicidio stradale condanna a 3 anni e 4 mesi

Riconosciuta la responsabilità dell’automobilista che centrò l’auto di un’impiegata Contestati l’alta velocità e un sorpasso azzardato. Disposta la revoca della patente

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SAN GIULIANO TERME. Condannato con rito abbreviato a 3 anni e 4 mesi per omicidio stradale.

È la sentenza letta ieri mattina dal gup Giulio Cesare Cipolletta a carico di Matteo Pizzi, 27 anni, di Mezzana, per il quale il giudice ha disposto come pene accessorie la revoca della patente e l’interdizione per 5 anni dai pubblici uffici.

Si chiude in primo grado, in attesa dello scontato ricorso in appello dell’imputato difeso dall’avvocato Stefania Mezzetti, la vicenda dell’incidente mortale in cui rimase uccisa il 2 ottobre 2016 Mirna Tozzi, 51 anni, lungo la strada provinciale della Fila a Peccioli.

I familiari e i parenti della donna hanno ritirato la costituzione di parte civile con l’assistenza dell’avvocato Francesco Ziello Esposito dopo il risarcimento dell’assicurazione. Per il verdetto il giudice ha accolto la richiesta del pm Sisto Restuccia.

La vita di Mirna Tozzi si spense in un attimo. Come il clic di un interruttore. Erano circa le 7 di una domenica mattina di ottobre. La donna era appena uscita di casa per andare con un'amica e il gruppo podistico dell'Alta Valdera a Castelfranco di Sotto dove di lì a poco si sarebbe tenuta una corsa podistica amatoriale. L’appuntamento era lungo la strada provinciale della Fila. Fece in tempo a percorrere pochi metri in via della Bianca e con la sua Fiat Punto arrivò sulla Provinciale, all'altezza del distributore Beyfin. Pizzi, con la sua Honda Civic, arrivò da Pontedera e negli attimi precedenti all’impatto superò un’auto che si era fermata per far entrare in strada la Punto di Mirna. Negativo all’etilometro e all’assunzione di sostanze psicotrope, il 27enne stava percorrendo il rettilineo a un’andatura ritenuta eccessiva. Le contestazioni che hanno fatto scattare l’ omicidio stradale riguardano proprio l’alta velocità e il sorpasso ritenuto azzardato. Aggravanti che hanno pesato nel calcolo della pena che, ridotta di un terzo per il rito, supera il tetto entro il quale si può chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali. Con 3 anni e 4 mesi c’è il carcere.

L'impatto tra la Honda e la Punto fu così violento che l’auto dell’impiegata venne sbalzata fuori strada ribaltandosi più volte. Un decesso istantaneo. Uno schianto mortale a pochi metri dall'amica della vittima che era ferma lungo la strada e stava guardando il telefono cellulare in attesa di incontrarsi con Mirna. Originaria di Calcinaia, l’impiegata e madre di due figli, collaborava nella società di assicurazioni del marito.

Pietro Barghigiani

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