Lutto
Roncella: «All’inizio per i colleghi ero un animale strano»
Anche per Manuela Roncella, oncologa, e membro del consiglio superiore di Sanità al Ministero della Salute, le donne devono lavorare tantissimo per dimostrare continuamente il loro valore. La parola...
Anche per Manuela Roncella, oncologa, e membro del consiglio superiore di Sanità al Ministero della Salute, le donne devono lavorare tantissimo per dimostrare continuamente il loro valore. La parola d’ordine è tenacia. «Negli anni ‘80, al quarto anno, cominciai a frequentare la scuola di specializzazione in Chirurgia con il professor Selli che provò a dissuadermi consigliandomi di accedere a chirurgia plastica o anestesia, meno impegnative per una donna. Dopo qualche mese mi confessò che se fossi arrivata prima avrebbe riposto più stima nelle donne». Anche in seguito furono anni in cui era impensabile una parità tra uomo e donna, «i colleghi ti guardavano come un animale strano, aspettando il crollo davanti a situazioni cruente da un momento all’altro». In deroga alle proprie convinzioni, Roncella mise a punto la sua strategia di sopravvivenza in un ambiente saldamente maschile. «Capii che nessuna donna avrebbe dovuto parlare se non dopo aver pensato a lungo. E se avesse voluto ottenere qualcosa avrebbe dovuto farla chiedere da un uomo!». Poi arrivarono gli anni di gratificante lavoro con il professor Franco Mosca. «Aveva figlie femmine ed era molto sensibile– ricorda Roncella - Ma arrivammo alla fine solo in due donne. Facevamo tutto, dalla sala operatoria ai curriculum vitae per i colleghi. Una mole di lavoro non paragonabile a quella dei maschi». Da Umberto Veronesi Roncella andò nel 1994, si sarebbe poi occupata della Senologia, nel 2001. «Un uomo carismatico e forte motivatore– ricorda – Da lui ho imparato tanto, aveva già una casistica enorme e grande senso dell’organizzazione. Fu lui stesso in seguito ad inviare i pazienti da me a Pisa». Secondo lei le donne chirurgo di oggi hanno migliori opportunità? «I chirurghi donna sono aumentati, forse i colleghi fuggono per gli stipendi non abbastanza alti, o perché è un lavoro sacrificante o per la poca visibilità. Nonostante la presenza di molte donne tuttavia il settore resta maschile, nei posti di comando ci sono ancora gli uomini». Cosa le suggerisce questa giornata? «Penso con dispiacere alla violenza sulle donne. Ma auspico una società senza prevaricazioni». (r.v.)
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