Il Tirreno

Pisa

Pd, Serfogli e Sardu in prima fila per il post-Filippeschi

Il sindaco sostiene il suo assessore, intanto i democratici incontrano gli alleati. Gli orlandiani contro la dirigenza

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PISA. Domani il Partito democratico ha convocato gli alleati vecchi e nuovi, quelli dell’attuale maggioranza a Palazzo Gambacorti e quelli della recente campagna elettorale per le amministrative. All’appello mancherà però uno dei protagonisti più attesi, Liberi e Uguali, che deve ancora chiarire al suo interno quale strada imboccare. Così è già in previsione una riunione bis la prossima settimana in modo da comprendere anche LeU. Strategie, programmi e candidature sono i temi sul tavolo. «I tempi sono strettissimi, si decida rapidamente», dice e ripete il segretario cittadino Giovanni Viale, che ha convocato l’incontro subito lunedì scorso, con i dati elettorali ancora caldi.

«Anche nella nostra Pisa abbiamo perso nettamente ed è chiaro che si tratta di un messaggio chiaro e forte in vista delle amministrative», ammette Antonio Mazzeo, vicesegretario toscano del Pd. La mano tesa a LeU, in particolare a Paolo Fontanelli, è solare: «Sarebbe facile e forse comodo limitarsi a dire che la scissione a sinistra è stata decisiva per farci perdere sia il collegio alla Camera sia quello al Senato. Non lo farò. Ora che il 4 marzo è passato, è il momento delle scelte e della responsabilità, del coraggio e della condivisione, della proposta e del programma». Il futuro di Pisa, aggiunge Mazzeo, «si scrive ora e di fronte alla forza della destra unita e al consolidamento del M5S, le forze civiche e di centrosinistra hanno il dovere (ribadisco, il dovere) di mettere in campo subito e senza tentennamenti una proposta forte e unitaria per la città».

In realtà, è un’esigenza che dentro i democratici sarebbe presente da tempo. Ma senza arrivare a quel punto di condivisione. Anche sul candidato sindaco le mosse più recenti rivelano più ipotesi. L’assessore Andrea Serfogli di sicuro non demorde: primarie o non primarie, chiede il lasciapassare per tentare la sfida più difficile degli ultimi venti anni per il centrosinistra. Dicono che sul suo nome, dopo un po’ di tempo, si sia convinto o riconvinto anche il sindaco Marco Filippeschi. Un sostegno che però, al momento, non è sufficiente per vincere le perplessità tra i democratici, con il nome di Giuseppe Sardu (presidente di Acque Spa) che è tornato in prima fila. Ma senza dimenticare, a proposito di alleati, l’ipotesi di Paolo Ghezzi, vicesindaco ed esponente di In lista per Pisa. Tutti nomi di amministratori che difficilmente sembrano poter accontentare la voglia/esigenza di novità che arriva dagli elettori e soprattutto da Mdp.

Ma la resa dei conti, tra renziani e tutti gli altri dentro il Pd, attende ancora passaggi delicati. Gli orlandiani, ad esempio, hanno convocato proprio a Pisa i loro stati generali. “RiGenerazione-per una nuova stagione del centrosinistra in Toscana” è il titolo dell’assemblea che si terrà sabato (ore 15,30) nell’auditorium della Sesta Porta. «Il peggior risultato del centrosinistra nella storia della Repubblica italiana e della Toscana non può che innescare una reazione all’altezza della sfida, una reazione che non avendo visto né da parte del gruppo dirigente del Partito democratico, né da parte dei dirigenti delle altre formazioni politiche della sinistra, abbiamo deciso di promuovere noi, autoconvocandoci», dice Valerio Fabiani, che aggiunge: «È finito il tempo di divisioni di corrente o di partito, dei rancori, dei personalismi e dell’arroganza. Lo dico io che, pur avendo coordinato la mozione Orlando in Toscana, sono assolutamente certo che ora sia necessario andare oltre gli steccati e scrivere una pagina nuova. Ripartiamo da Pisa, dove tra pochi mesi il centrosinistra è chiamato ad un appuntamento fondamentale per quella comunità e per tutta la Toscana».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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