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Pisa

CLIENTI RAGGIRATI

Truffa milionaria, patteggia 3 anni

Pietro Barghigiani
Un'aula di Tribunale
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Un'aula di Tribunale

L’avvocato del commercialista infedele: «Sfrattato, non ha più niente». Parti civili scontente

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PISA. Patteggia tre anni, con cinque anni di sospensione dai pubblici uffici per truffa e appropriazione indebita, il commercialista Luciano Lagordi, accusato di aver fatto sparire due milioni di euro di almeno 25 clienti che si erano affidati al suo studio professionale per pagare tasse e contributi. Un patteggiamento contestato dalle parti civili, dai clienti all’Ordine dei commercialisti, per l’assenza di qualsiasi tentativo di risarcimento da parte del professionista che, secondo il suo legale, l’avvocato Salvatore Marino «è sul lastrico, sfrattato da casa e dallo studio».

Con i tre anni patteggiati davanti al giudice Raffaella Poggi, senza la condizionale, Lagordi potrà chiedere l’affidamento in prova ai servizi sociali evitando il rischio del carcere. E non risarcirà nessuno perché «incapiente» come ha sottolineato il suo difensore. L’unica consolazione per le parti civile sarà quella di non dover pagare le sanzioni sui crediti tributari che lo Stato vuole sempre e comunque, anche se chi avrebbe dovuto pagare quei conti si è tenuto i soldi dei clienti.

L’avvocato Andrea Callaioli ha sintetizzato per tutti i colleghi l’ingiustizia di un patteggiamento che sa di impunità. «È vero che a carico di Lagordi ci saranno le sanzioni non richieste ai nostri assistiti – ha dichiarato il legale – ma è evidente che non le pagherà. Però patteggia la pena. E le parti civili vengono lasciate a battagliare con l’amministrazione dello Stato che chiede la restituzione di tasse e contributi già pagati». Nella schiera dei legali di parte civile anche l’avvocato Alberto Marchesi per l’Ordine dei commercialisti, Alessandro Zarra, Alessandro Niccoli e Cristina Bibolotti.

Originario di Bientina, 66 anni, residente a Pisa con studio in città, Lagordi è stato sospeso per tre anni dalla professione. C’è un geologo di Cascina con studio a Pisa che ha perso 400mila euro, un pediatra pisano (210mila), i familiari di un giudice sui 50mila. Altri hanno perso cifre minori, ma alla fine sempre importanti per le finanze personali. E a fine giornata un avvocato fa notare che la pena base, poi decisa in sentenza, di due anni è stata applicata a un imputato per uso di permesso di soggiorno e carta d’identità falsi. La stessa pena base arrivata poi a tre anni per il commercialista infedele.

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