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parla il comitato popolare 

Sant’Ermete se la prende col Comune: «Ora basta spot»

PISA. «I lavori di riqualificazione? Spot da campagna elettorale». La gara per la realizzazione dei nuovi alloggi popolari di Sant’Ermete è stata affidata lo scorso gennaio, il contratto con Apes...

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PISA. «I lavori di riqualificazione? Spot da campagna elettorale». La gara per la realizzazione dei nuovi alloggi popolari di Sant’Ermete è stata affidata lo scorso gennaio, il contratto con Apes firmato la scorsa settimana. «Dopo anni di attesa tutto è rimasto com’era: un’enorme area recintata e di operai e mezzi nemmeno l’ombra» denunciano gli attivisti del Comitato popolare di Sant’Ermete. «A più riprese - proseguono - è stato annunciato l’inizio dei lavori, ma le promesse non sono state ancora concretizzate e la storia, ancora una volta, sembra ripetersi». Attivisti e residenti del villaggio popolare di via Emilia ribadiscono la necessità di un piano straordinario di riqualificazione del quartiere periferico. Non solo nuove case popolari, ma anche manutenzioni di quelle vecchie e poi strade, verde e spazi di socialità. «Da anni rivendichiamo e chiediamo opere di miglioramento - aggiungono gli attivisti del Comitato - Appare quindi quantomeno in ritardo il “richiamo” del Ctp 3», che nei giorni scorsi ha sottolineato l’esigenza di una rigenerazione complessiva del quartiere (oltre alla costruzione delle nuove case popolari) e di interventi mirati al miglioramento «della vita quotidiana, della convivenza civile di nuovi luoghi di aggregazione e socialità e di aggiornamento dei collegamenti col resto della città». «A fronte di un quartiere sempre più abbandonato, alcuni anni fa ci siamo organizzati per cercare di renderlo più vivibile attraverso la cura e, per quanto possibile, con piccole opere di riqualificazione» proseguono gli attivisti del Comitato che ieri pomeriggio hanno incontrato, nell’ambito della presentazione di un libro, quelli del collettivo francese “Mauvaise troupe” che si batte contro la costruzione dell’aeroporto Notre-Dame-Des-Landes e per la concretizzazione di piccole opere a difesa del territorio e dei quartieri popolari. Negli ultimi mesi la street-art ha “animato” i vecchi palazzi di edilizia residenziale pubblica e la pittura donata dai commercianti del quartiere ha colorato le panchine e i (pochi) arredi urbani della piazza, dove è stata allestita anche una tensostruttura. «Unico spazio dove poterci riunire», proseguono i residenti che a turni, una volta a settimana, si prendono cura del quartiere con piccole opere di manutenzione e pulizia. «Spesso non ritirano i rifiuti - continuano - non ci sono spazi verdi, né aree di svago per bambini. I vecchi alloggi popolari stanno cadendo a pezzi: da tempo non eseguono più manutenzioni e, tra sovraffollamento e vetustà degli alloggi, il quartiere è ormai invivibile». Criticità che in gran parte dovrebbe risolvere il progetto di riqualificazione del vecchio villaggio popolare che, oltre all’abbattimento e alla ricostruzione degli alloggi, prevede la realizzazione di una nuova piazza e di aree a verde.

Danilo Renzullo

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