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Pisa

Pd, primarie di coalizione uno scenario che resiste

Pd, primarie di coalizione uno scenario che resiste

Assemblea comunale dei democratici: per le amministrative tutto rimandato al post-elezioni politiche tra richieste di accelerare e regole dello statuto

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PISA. Alla fine l’obiettivo del Pd pisano a guida renziana è stato ottenuto. L’assemblea comunale di mercoledì sera ha dato il via libera: nessuna forzatura, ogni mossa per le amministrative è stata rimandata a dopo le politiche. Pochi giorni di attesa, ma ora la concentrazione è sul voto di domenica, sul sostegno ai candidati locali del centrosinistra. «Clima tutto sommato tranquillo», si dice ad assemblea chiusa.

La questione delle amministrative è stata comunque affrontata. Soprattutto per iniziativa del gruppo più vicino all’assessore Andrea Serfogli, ovvero i promotori della raccolta delle firme per chiedere le primarie. Serfogli sa che si tratta della strada attraverso la quale ha più possibilità di affermare la sua candidatura per Palazzo Gambacorti. «Dobbiamo velocizzare i tempi delle decisioni», è l’invito che quella parte dei democratici ha rivolto soprattutto al segretario cittadino Giovanni Viale.

Il rinvio al post-politiche è stato motivato non solo perché un nome che convince ed unisce tutte le anime del partito ancora non c’è (e Federico Gelli continua ad essere defilato). Ma anche perché analoga richiesta è arrivata da due delle tre forze ora alleate nella maggioranza al governo della città: oltre ad Articolo Uno-Mdp, anche i Riformisti si sono espressi in questo senso.

Il dopo-voto servirà peraltro a definire anche quelle che potranno essere le convergenze da parte delle altre espressioni della coalizione nazionale: +Europa con Bonino (di cui fanno parte i Riformisti), i socialisti di Insieme ed i moderati di Civica Popolare (con il consigliere comunale Giovanni Garzella).

Passato il voto alle politiche, senza trascurare i riflessi del risultato in ambito locale, lo sforzo del Pd sarà quello di mettere insieme i due estremi: da una parte, la voglia di allontanare l’ipotesi primarie (perché il ricordo di Cascina resta ben presente); dall’altra, quello che dice lo statuto del partito (ovvero che senza un candidato largamente condiviso le primarie vanno fatte, con priorità a quelle di coalizione). Nel mezzo l’esigenza di tirare le somme velocemente, come chiedono i serfogliani, ma anche come hanno già chiesto gli alleati di In lista per Pisa. Forse i sostenitori delle primarie hanno recuperato qualche posizione. Ma più probabilmente saranno le mosse post-elettorali di Paolo Fontanelli, leader di Mdp dentro Liberi e Uguali, a determinare lo scenario. (f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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