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Pisa

Festino hard, offesi i genitori di Rizza

Festino hard, offesi i genitori di Rizza

I coniugi querelano per diffamazione cinque persone dopo i commenti sul web

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PISA. Non solo il figlio. Anche i genitori si sono ribellati utilizzando l’arma della querela agli insulti piovuti online pure sulle loro teste in occasione della sentenza sul festino in villa (luglio 2014) concluso in primo grado con due condanne a 8 anni per violenza sessuale di gruppo aggravata.

Nei mesi scorsi Mattia Rizza, 25 anni, uno dei due condannati (l’altro è Edoardo Nieri, 26 anni), aveva denunciato chi, a commento della sentenza nei loro confronti, sul web si era lasciato andare a giudizi ritenuti diffamatori.

Anche chi aveva messo un “mi piace” di condivisione era finito tra i denunciati.

Ma c’è stata un’altra ondata che ha investito la famiglia Rizza, almeno nell’arena virtuale delle parole in libertà dei social e di Internet. È quella che ha preso di mira i suoi genitori, Massimiliano e la stilista di calzature e imprenditrice, Gianna Meliani di Santa Maria a Monte.

Sono cinque le persone querelate che si sono ritrovate, attraverso i loro legali, davanti al giudice delle udienze preliminari Giulio Cesare Cipolletta che ieri ha affidato a un altro gup la decisione essendo incompatibile per aver firmato gli arresti dei due giovani all’epoca delle indagini preliminari.

Per i coniugi Rizza le frasi dei cinque sono state giudicate diffamatorie. Il senso degli interventi online dopo la condanna non riguardava solo il comportamento di Rizza figlio, ma tirava in ballo, criticandola pesantemente, anche quella che era stata l’educazione dei genitori verso Mattia.

Insomma, se lui era arrivato a commettere quel reato un po’ era anche colpa della famiglia che non aveva saputo trasmettergli i giusti valori. Un concetto espresso usando frasi infarcite di insulti che hanno spinto Rizza e Meliani a presentare la querela arrivando in Tribunale nella condizione di parte offesa.

Agli atti ci sono gli screenshot dei post considerati denigratori.

A occuparsi dell’eventuale rinvio a giudizio o dell’archiviazione dei cinque sarà il gup Giuseppe Laghezza che già deve decidere, ancora non ha sciolto la riserva, sulla richiesta di opposizione all’archiviazione presentata dalla Procura per le sette persone che, sempre online, aveva gioito per la condanna di Mattia Rizza.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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