Gioco
Caso vaccini, pediatra querela giornalista «Non sono un No vax»
Il dottor Serravalle contro la conduttrice de La 7 Myrta Merlino La Procura vuole archiviare, il difensore del medico si oppone
PISA. Scettico sì, integralista no. Non vuole essere arruolato nell’esercito “No vax” il pediatra Eugenio Serravalle. E per giunta a sua insaputa. Chi sostiene il contrario viene querelato.
È successo alla giornalista Myrta Merlino, conduttrice della trasmissione televisiva “L’aria che tira” su La 7. Il pediatra l’ha querelata dopo il servizio andato in onda il 9 maggio 2017 durante il quale, secondo Serravalle, il suo intervento per contesto ed estrapolazioni delle frasi, lo avrebbe fatto passare per un eretico che non crede all’utilità dei vaccini. Di qui la denuncia per diffamazione. Tema spinoso e sempre attuale, quello delle vaccinazioni che vede il pediatra, molto conosciuto a Pisa, su posizioni non allineate. Ma a suo dire niente a che vedere con chi predica il no assoluto ai vaccini additandoli come possibili incubatori di malattie. Ieri davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta si è discussa l’opposizione all’archiviazione presentata dal pm Flavia Alemi. Per la Procura la giornalista non ha diffamato il dottor Serravalle nel servizio diffuso a livello nazionale. Non è dello stesso avviso il legale del pediatra, l’avvocato Alessandro Niccoli. Entro cinque giorni il giudice scioglierà la riserva.
Nel suo intervento l’avvocato ha sottolineato «come la trasmissione, anche se aveva lo scopo dichiarato di dare conto dell'importanza della vaccinazione genericamente considerata, come affermato dal pm, nel riferirsi al dottor Serravalle aveva estrapolato uno spezzone di un intervento televisivo in cui pediatra evidenziava la sua posizione critica in ordine alla somministrazione di una pluralità di vaccini nei primi mesi di vita di un bambino».
Per Niccoli senza dare conto del contesto in cui la posizione critica veniva espressa, la si è posta all'interno di un dibattito televisivo circa l'opportunità delle vaccinazioni in quanto tali, «includendo tematiche ulteriori come la truffa delle medicine alternative o il vaccino contro il papilloma virus, per di più presentando il dottor Serravalle come esponente del fronte cosiddetto "no vax" teso a rifiutare aprioristicamente la somministrazione dei vaccini in quanto tali». Un’immagine che secondo il pediatra non corrisponde alla sua storia professionale. Lui, sostiene il legale, non rivolge una critica alle vaccinazioni come strumento di profilassi, ma a specifici programmi vaccinali. Predica la necessità di un’attenta e aggiornata sorveglianza epidemiologica, «di un'adeguata informazione volta ad acquisire il consenso informato, l'incongruenza dell'aumento dell'offerta vaccinale senza i necessari controlli di sicurezza, nonché i dubbi circa l'efficacia di alcune vaccinazioni oltre alla sottostima degli eventi avversi in virtù dei noti limiti dell'attuale farmacovigilanza passiva». Su queste tematiche Serravalle è impegnato da anni. Farlo passare per uno che dice no sempre e comunque ai vaccini diventa diffamatorio, sostiene l’avvocato che si oppone all’archiviazione e vuole il processo per chi lo ha rappresentato come un intransigente dei “No vax”.
Pietro Barghigiani
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