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Niente villa per il medico dell’Asl

Niente villa per il medico dell’Asl

Per il Comune il rudere non diventa casa, ma la dottoressa fa ricorso

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SAN GIULIANO TERME. La concessione – che risale al 1972 e venne ottenuta dal padre – non fu mai portata a termine: prevedeva la costruzione di una villa ad Asciano, in via delle Sorgenti, alle pendici dei Monti Pisani. Un permesso ottenuto regolarmente e decaduto dopo dieci anni, visto che all’epoca non fu mai sfruttato. Ma nel 2016 la figlia – l’ortopedica dell’Asl Toscana nord ovest Anna Mangiavacchi – ha riproposto lo stesso recupero edilizio al Comune di San Giuliano Terme. Senza esito, tanto che poi ha trascinato l’amministrazione al Tar, dove in due occasioni ha avuto torto. L’ultima volta lo scorso 28 novembre.

Secondo quanto ricostruito dai giudici il medico ha chiesto al Comune una Scia – significa “segnalazione certificata di inizio attività” – che non sarebbe stata la procedura corretta per aprire i cantieri, dato che per trasformare il vecchio rudere in casa bisognava richiedere un permesso a costruire. Solo che in base al piano regolatore comunale – si apprende dai regolamenti – la proprietaria potrebbe realizzare solo un piccolo manufatto di un piano, senza finalità abitative.

Ora il ricorso al Consiglio di Stato. Il medico – assistita dall’avvocato Alberto Azzena – ha citato l’ente, che è difeso dai legali Sandra Ciaramelli e Aldo Fanelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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di Redazione Pisa