Sicurezza
Alla base l’uso di fondi pubblici
Il ruolo di Invimit e Credito Sportivo. L’individuazione del soggetto gestore
PISA. La disponibilità e l’utilizzo di finanziamenti pubblici sono la base necessaria dell’operazione Arena-restyling. La strada scelta dalla Dea Capital Real Estate Sgr (società di gestione del risparmio) Spa, cui fanno riferimento i principali azionisti del Pisa Sc, è quella tracciata nell’autunno 2016 da Invimit, B Futura ed Istituto per il Credito Sportivo con la sottoscrizione di un protocollo di intesa per la promozione di operazioni di valorizzazione degli impianti sportivi, attraverso lo strumento del cosiddetto Fondo Immobiliare.
Questo protocollo d’intesa «ha l’obiettivo - si legge negli atti ufficiali - di promuovere una forte accelerazione dei processi di sviluppo infrastrutturale e di rinascita urbana in una cornice di assoluto rispetto della sostenibilità ambientale, sociale e finanziaria delle realtà locali».
Ma qual è il ruolo, decisivo, di questi soggetti? Invimit (società del ministero dell’Economia), attraverso l’utilizzo delle risorse disponibili nel Fondo denominato i3-Core Comparto Territorio, ricopre il ruolo di investitore principale garantendo la liquidità necessaria alla riqualificazione degli impianti, mentre l’Istituto per il Credito Sportivo, banca (pubblica) leader nei servizi di finanziamento all’impiantistica sportiva, interviene fornendo alternativamente equity o debito. In pratica, può scegliere in base al peso che attribuisce al progetto se fare semplicemente la banca che presta denaro o se partecipare direttamente all’impresa.
B Futura è invece il progetto lanciato dall’ex presidente della Lega B, Andrea Abodi, ora presidente del Credito Sportivo e personaggio determinante nel passaggio del Pisa alla cordata-Corrado: B Futura mette a disposizione la propria esperienza nel processo di sviluppo e nella corretta definizione del concept strategico degli stadi. Una sorta di progettista sotto il profilo economico-finanziario.
Vediamo allora lo schema di funzionamento. Sgr e club, in questo caso Dea Capital Real Estate, presentano la proposta ad impulso privato con diritto di prelazione, mentre B Futura realizza il progetto di valorizzazione. L’ente locale (il Comune di Pisa) apporta l’impianto, ovvero mette a disposizione la sua proprietà, l’Arena Garibaldi, acquisendo in proporzione quote del fondo (per questo occorre la stima del valore dello stadio). Invimit investe attraverso il suo fondo i3Core-Comparto Territorio e il Credito Sportivo partecipa al fondo come finanziatore e/o investitore.
Il Comune deve poi fare una selezione attraverso un bando pubblico per individuare la Sgr (diritto di prelazione a Dea Capital Real Estate) che gestirà il fondo obiettivo. Sarà la Sgr aggiudicataria a gestire il fondo che ha vari e decisivi compiti: realizza i progetti definitivo ed esecutivo; ristruttura l’impianto sportivo; affida la gestione ad operatori specializzati (stadio e retail); distribuisce utili ai quotisti del fondo (3%).
Alla scadenza di durata del fondo, probabilmente trentennale, con riferimento all’impianto si profilano due alternative: acquisto da parte di un soggetto privato o ritorno nella disponibilità dell’ente locale. (f.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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