Sicurezza
Scontri polizia-antagonisti dai video nuove denunce
Oltre ai sei fermati dopo i disordini, la Digos sta visionando ore di filmati Altri nomi nell’elenco grazie alle immagini di volti travisati e lancio di oggetti
PISA. I sei denunciati per i disordini di venerdì pomeriggio non resteranno soli. È solo questione di tempo.
Ci sono ore di filmati da vedere. Quelli girati dal personale della Digos durante le cariche in Corso Italia e in via Mazzini. Chi è stato portato in questura, identificato e denunciato, è finito nelle mani della polizia nell’immediatezza del contatto dopo gli scontri. Gli altri, e sono la maggioranza, sono riusciti a disperdersi nel parapiglia innescato dagli assalti. I video serviranno non solo a procedere all’identificazione dei facinorosi, ma ad attribuire, se le immagini lo consentiranno, eventuali azioni violente a tradurre in denunce. Sull’asfalto sono rimaste pietre e bottiglie rotte, lanciate dall’interno del nucleo di dimostranti fermato in via Mazzini. Sequestrati alcuni bastoni che, per la questura, erano stati passare come aste per gli striscioni. I filmati serviranno anche a chiarire la responsabilità della bomba-carta esplosa durante i disordini.
A tutti e sei la questura contesta la resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Nel gruppo le posizioni per altri reati divergono. C’è chi deve difendersi dall’accusa di lancio di oggetti atti ad offendere e chi dovrà rispondere di travisamento. Nella prima linea del corteo antagonista, che la polizia ribadisce non essere stato autorizzato, erano schierati giovani con caschi e sciarpe.
I sei denunciati, due donne e quattro uomini, gravitano nei centri sociali Mala Servanen Jin Occupata e Newroz e il collettivo universitario Exploit. È l’area antagonista pisana che da giorni aveva annunciato sui social la propria determinazione nel voler oscurare la tappa pisana del leader della Lega Nord, Matteo Salvini. Non volevano lasciargli la piazza per il suo comizio. E i tafferugli in qualche modo hanno centrato il bersaglio se, come dice la sindaca di Cascina Susanna Ceccardi, sulla stampa «non c'è nemmeno una foto della nostra piazza, affollata, composta da gente di tutte le età».
Gli accertamenti della Digos sono iniziati ieri e dureranno diversi giorni. Se e quando altre persone dovessero essere riconosciute in comportamenti da codice penale, dal travisamento al lancio di oggetti, anche per loro scatterà la denuncia. I sei fermati si sono affidati all’avvocato Tiziano Checcoli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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