Il Tirreno

Pisa

Scontri in strada sei denunciati

di Pietro Barghigiani
Scontri in strada sei denunciati

Assalti contro la polizia con lancio di pietre, bottiglie e bastoni Esplosa una bomba-carta in via Mazzini durante una carica

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PISA. Salvini ha fatto il suo comizio. Chi voleva zittirlo è rimasto a distanza. E ha sfogato la rabbia anti-leghista andando oltre gli slogan. Per due volte il corteo non autorizzato si è trovato di fronte la barriera in assetto antisommossa della polizia. Ogni assalto è stato respinto dagli agenti con scudi e manganelli in risposta al lancio di bottiglie, pietre e bastoni. In via Mazzini, nei minuti di guerriglia urbana che hanno segnato il pomeriggio di violenze in centro, è esplosa anche una bomba-carta lanciata dai manifestanti.

Sei denunciati. Alla fine di una giornata in cui gli antagonisti hanno contestato la presenza del leader della Lega Nord in città, ci sono stati sei giovani denunciati (due donne e quattro uomini dei centri sociali pisani Celeste, Carla, Niccolò, Emiliano, Marco e Giuliano) dopo essere stati portati in questura. Non c’erano le condizioni per l’arresto. A tutti è stata contestata la resistenza e la violenza a pubblico ufficiale.

Con alcune aggiunte, dal travisamento al lancio di oggetti atti a offendere. La visione dei filmati da parte della Digos ha distinto le posizioni. Due dei denunciati prima della questura sono passati al pronto soccorso. Uno per ferite da taglio a una mano, l’altro per un malore. «Sono cardiopatico» ha detto agli agenti mentre veniva trascinato dopo uno scontro in prima linea. Nessuno è andato in ospedale tra le forze dell’ordine. Una presenza massiccia, tra polizia, carabinieri, finanza e vigili urbani, che ha impedito l’accesso dei contestatori in piazza Vittorio Emanuele dove Salvini ha potuto parlare per una mezz’ora.

Corso Italia. I timori della vigilia hanno trovato puntuale conferma poco dopo le cinque del pomeriggio. Il ritrovo dei dimostranti in piazza XX Settembre ha messo insieme oltre 300 persone. Negli stessi minuti in piazza Vittorio era già schierato il cordone di sicurezza con blindati e agenti a chiudere ogni varco.

“Odio la Lega” e “Pisa non si Lega”, accompagnati ad altri slogan contro Salvini, hanno scandito la marcia dal Comune fino a Corso Italia con le commesse veloci nell’abbassare le serrande e chiudere gli ingressi. Quando la testa del corteo è arrivata quasi al bar “La Borsa” è partita una carica di alleggerimento che ha spiazzato gli antagonisti. Sono arretrati fino a via Pascoli-via del Cottolengo. E già in questo step iniziale c’è stato un primo fermo per violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Via Mazzini. I manifestanti dei centri sociali non si sono arresi. Il gruppo, meno numeroso del nucleo originario, ma sempre con 200 persone al seguito, è tornato sul lungarno Gambacorti e da qui ha imboccato via Mazzini. Fumogeni e cori contro la Lega fino al nuovo assalto contenuto dalla polizia all’altezza dell’incrocio con via Manzoni-via del Cottolengo-via D’Azeglio. In prima fila diversi antagonisti con il casco. Qualche secondo di faccia a faccia e poi la carica con la sequenza di manganellate che ha disperso i manifestanti. Qualcuno è caduto, altri si sono coperti la fuga mettendo cassonetti e spazzatura sull’asfalto. Uno dei fermati perdeva sangue da una mano. Si era ferito con i vetri a terra delle bottiglie lanciate contro i poliziotti. L’altro ha accusato problemi cardiaci. Le ambulanze della Misericordia di Pisa e della Palp li hanno portati a Cisanello. In serata i denunciati sono tornati a casa.

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