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Morta per il macchinario ko assoluzione per i due imputati

Morta per il macchinario ko assoluzione per i due imputati

PISA. Un’assoluzione piena pronunciata con la formula «perché il fatto non sussiste».È la sentenza con cui il giudice Pietro Murano ha assolto i due imputati dall’accusa di omicidio colposo per la...

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PISA. Un’assoluzione piena pronunciata con la formula «perché il fatto non sussiste».

È la sentenza con cui il giudice Pietro Murano ha assolto i due imputati dall’accusa di omicidio colposo per la morte di una pensionata, malata di Sla, nel novembre 2010 a causa del blackout del macchinario che le garantiva la respirazione artificiale.

Il pm Miriam Pamela Romano aveva chiesto una pena di un anno e 4 mesi per Paolo Donati, 68 anni, di Pisa, all’epoca dei fatti amministratore unico del consorzio Metis e per Luciano Rizzo, 60 anni, nel ruolo di capo tecnico. Una sentenza nel merito per un reato che entro giugno si sarebbe, comunque, prescritto.

Il marito e i due figli si erano costituiti con l’avvocato Mirella Giannessi, mentre gli imputati erano difesi dagli avvocati Daniela Trentacapilli, Andrea Poli e Andrea Cariello. Il consorzio Metis è la società in house dell’Asl che ha in gestione la manutenzione di questo tipo di macchinari in uso ai pazienti in assistenza domiciliare.

Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni. Solo leggendo le ragioni per cui Donati e Rizzo sono stati assolti si potrà capire se l’eventuale responsabilità sullo stop improvviso del macchinario possa essere addebitata alla società produttrice. Che il decesso sia stato provocato da un cattivo funzionamento dell’apparecchio è pacifico. La sentenza di ieri esclude responsabilità su chi doveva fare manutenzione e gestione. L’Asl, di fatto, era cliente del costruttore-fornitore. Se un guasto dall’esito fatale c’è stato, quindi, non va imputato a chi aveva ricevuto il macchinario per metterlo a disposizione dei pazienti. Andare a ritroso su un presunto difetto di fabbricazione è ormai inutile. La prescrizione ha già disinnescato il reato. Lo stesso effetto che avrà sul secondo processo per lo stesso fatto in cui è imputato l’ex referente per la tecnologia sanitaria dell’Asl 5, l’ingegner Stefano Bonechi, 67 anni, di Pisa, difeso dall’avvocato Stefano Del Corso.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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