Italia
«Il Galilei cresce grazie a noi, i nemici sono altri»
Roberto Naldi (Toscana Aeroporti): ricorso al Tar contro lo spostamento dei bus Tuteliamo i passeggeri per difendere lo scalo. Conti sbagliati sul People Mover
PISA. «Questa etichetta dei privati nemici della città è assurda. Noi stiamo facendo di tutto per lo sviluppo del Galilei e lo dimostrano i fatti». Nel mezzo delle roventi polemiche sull’ordinanza che impone lo spostamento dei bus ai parcheggi del People Mover interviene Roberto Naldi, vicepresidente esecutivo di Toscana Aeroporti e referente di Corporacion America, il socio di maggioranza che ha aumentato di recente il suo controllo sulla compagine acquisendo anche le azioni della Fondazione Pisa. Toscana Aeroporti ricorre al Tar contro l’ordinanza del Comune chiedendo lo stop al provvedimento. «Ci aspettiamo che anche Enac e le società dei trasporti si muovano in questo senso».
Ingegner Naldi, è finito il tempo delle trattative per cercare una soluzione?
«Fino a quando non c’era l’ordinanza abbiamo trattato. Ora attendiamo la risposta della giustizia. Poi vedremo».
Perché alla fine avete deciso di ricorrere al Tar?
«Le motivazioni dell’ordinanza mi sembrano bizzarre. Dicono che gli autobus diretti in aeroporto creerebbero problemi di traffico ed inquinamento nel quartiere. Ma, come ben noto, i bus oggi percorrono lo svincolo della Fi-Pi-Li entrando direttamente in aeroporto senza transitare per San Giusto».
Si fa però riferimento all’accordo di programma che già prevedeva lo spostamento dei bus…
«Quell’accordo prevede che il parcheggio debba essere esclusivamente dedicato all’utenza pendolare diretta in città e non debba essere in concorrenza con i parcheggi dell’aeroporto. D’altro canto, trattandosi appunto di uno scambiatore, non ha nemmeno le caratteristiche per ospitare i bus per l’aeroporto e non può dunque sostituirsi all’attuale stazione autobus del Galilei prevista nel Piano di sviluppo aeroportuale, e come tale approvata anche dal Comune».
E come risponde alle accuse di disimpegno di Toscana Aeroporti dopo che era stata la Sat a chiedere il People Mover?
«Nel tempo abbiamo capito che il Pisamover aveva bisogno di una mano e ci siamo sforzati di trovare soluzioni attraverso un’intermediazione con Regione, Pisamover, Pisamo, Comune. Ma non è mai stato possibile trovare una quadra. Il fatto è che noi non possiamo e non vogliamo danneggiare la qualità del servizio ai passeggeri, come ci impone Enac, che è il soggetto padrone di casa all’aeroporto. Invece questa ordinanza, senza fare prima tutta un’altra serie di interventi, penalizza fortemente il Galilei con disagi per l’utenza in termini di costi e tempi».
È vero che avete proposto alcune soluzioni alternative?
«Sì, abbiamo studiato altre soluzioni. Il punto è riuscire a dare un servizio ai passeggeri anche nelle fasce della mattina e della sera tardi, portandoli allo scambiatore senza essere costretti a fare quella gimkana. Abbiamo detto a Comune e Pisamover: fate tutta una serie di interventi, nel frattempo noi siamo anche disposti a sostenere economicamente il traffico mancante. Poi quando inizieranno i lavori dell’ampliamento del terminal potremo anche pensare ad uno spostamento dei bus. In modo che se la qualità diminuisce da una parte aumenta dall’altra».
I lavori che ritenete necessari sono assai onerosi?
«Sono lavori da un milione e mezzo di euro, compresi interventi sulla diversa apertura delle porte del People Mover. Oltre ad ampliare l’orario del servizio, che è un adeguamento costoso, ma questo la Pisamover sarebbe anche disposta a farlo. Tutti stiamo agendo per aumentare il traffico. Il People Mover è legato all’aeroporto, ma non si può indebolire il Galilei. Perché se il passeggero che arriva da Firenze viene costretto a fare la gimkana, alla fine decide di andare a Bologna. Occorre lavorare tutti insieme perché aumentino le frequenze dei treni Pisa-Firenze coprendo anche ulteriori orari della mattina e della sera tardi. Sennò è l’autobus privato che sopperisce a queste mancanze».
Come spiega la mancanza finora di un accordo?
«Viene fatta questa forzatura perché il socio privato del Pisamover non corre rischi. E pretende già dal primo anno che il bilancio sia in pareggio. Noi abbiamo portato a 5,2 milioni il traffico di Pisa. Da quando c’è il socio privato sono arrivati 500mila passeggeri in più. E poi leggo sul sito del Comune che noi offendiamo la città. Credo invece che siano altri ad offendere Pisa. Ho l’impressione sempre che torni questo amarcord: quando c’eravamo noi… Non è più così. E noi cercheremo sempre di far crescere il Galilei, questo è sicuro».
In città c’è anche la polemica sul rumore degli aerei in fase di decollo che si avverte nelle periferie…
«Le problematiche in questo caso riguardano l’adeguatezza di certe strumentazioni ed i meccanismi di multa verso i piloti. Compiti di Enac e dei militari. Noi abbiamo investito sull’allungamento della pista in modo che i piloti possano decollare prima diminuendo il rumore sulla città. Non è Toscana Aeroporti che può imporre determinate misure, anche se noi riprendiamo le linee aeree perché siano adottati certi comportamenti».
Dal ricorso al Tar al rapporto con la città…
«Essere etichettati come i nemici di Pisa ci lascia perplessi. Riteniamo di essere assolutamente attenti allo sviluppo del Galilei. E ci piacerebbe che tutti fossero allineati ed attenti come dicono di essere. Ho l’impressione che per rimediare ai conti non perfetti del People Mover si stia un po’ perdendo la testa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
