Il Tirreno

Pisa

«Alla conquista di Pisa» Urla e fumogeni non fermano il comizio

«Alla conquista di Pisa» Urla e fumogeni non fermano il comizio

Matteo Salvini dal palco: andiamo avanti anche se i poliziotti dovrebbero occuparsi di altro, ad esempio della stazione

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PISA. Dal palco in piazza Vittorio, Matteo Salvini non può vedere cosa succede dietro il palazzo d’angolo di Corso Italia. Ma i rumori si sentono, le grida arrivano ed i fumogeni sono ben visibili. «Noi andiamo avanti, anche se i poliziotti dovrebbero occuparsi di altro, ad esempio di risolvere i problemi della stazione», dice Salvini indicano la zona giusto alle sue spalle. Non aggiunge altro e prosegue nel suo discorso, raccontando cosa farà quando «sarò diventato premier». Eppure, di fronte al suo palco una bella fetta di militanti, quella più giovane, si sposta. Corre. Va a ridosso dei mezzi della polizia schierati a chiusura di Corso Italia verso la piazza. Poi rientra.

Intanto Salvini continua la tappa pisana del suo tour “Prima gli italiani”. Sopra e sotto il palco la maggioranza della giunta comunale di Cascina, a cominciare dalla sindaca Susanna Ceccardi. Il segretario regionale Manuel Vescovi. I candidati pisani a Camera e Senato, con in prima fila Edoardo Ziello. I consiglieri regionali del Carroccio. C’è anche Michele Conti, direttore del Consorzio Agrario, indicato come possibile candidato sindaco di Lega e Fratelli d’Italia. «A Pisa come si fa a votare ancora Pd?», urla Salvini. Tra Vescovi e lo stesso candidato premier la riproposta del refrain: «Prima le politiche, poi conquistiamo Pisa e la Toscana».

L’antipasto del discorso di Salvini arriva da Susanna Ceccardi: «Le case popolari prima agli italiani, come facciamo a Cascina. Invece ci tocca vedere la ministra Fedeli a San Giuliano, con i profughi che giocano a biliardino». Ziello serve il primo: «Il Pd candida la sindaca di Calcinaia che invece favorisce gli stranieri». C’è già aria di scontri a poche decine di metri: «I centri sociali vanno chiusi». E poi: «I parlamentari pisani Gelli, Realacci, Fontanelli, Carrozza dove erano in questi anni mentre il quartiere della stazione sprofondava nel degrado?». Ziello, candidato all’uninominale Camera, alza il tono della voce: «Servono parlamentari che si muovono nell’interesse del loro territorio. Quando saremo al governo, Canapisa non si farà più».

Reazioni immediate dal Pd. «Il Partito democratico sarà sempre contro ogni forma di violenza e di provocazione e per questo - dice Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale - condanniamo senza se e senza ma gli episodi che hanno portato agli scontri con le forze dell’ordine che invece ringraziamo. Al tempo stesso si faccia un esame di coscienza anche chi ha fatto delle continue provocazioni e del soffiare sul fuoco della paura, della rabbia e dell’intolleranza il suo modo di far politica. Lo fa quotidianamente a livello nazionale Salvini e lo fa allo stesso modo il candidato della destra a trazione leghista alla Camera nel collegio di Pisa. Da questo atteggiamento sconsiderato noi rifuggiamo con forza. Ma sia chiaro: non è con la violenza che possiamo batterlo, bensì sostenendo il 4 marzo la candidata Lucia Ciampi, il Pd e tutta la coalizione di centrosinistra». Massimiliano Sonetti, segretario provinciale dei democratici: «Condanniamo con forza ogni tipo di violenza ai danni di chiunque, democraticamente, eserciti il proprio pensiero politico. Basta con l’imbarbarimento e la violenza. La politica è altro».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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